Dom 17 Febbraio 2019 — 15:49

Bankitalia, Visco ribatte a Renzi: agito con il governo



Dopo la mozione Pd che chiede un cambio ai vertici dell’istituto si è sfiorata la spaccatura istituzionale. Padoan urla al telefono

Man mano che urge la scadenza del 31 ottobre, quando terminerà la carica del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il clima si riscalda, specie sull’onda della mozione con cui il Partito Democratico auspica un cambio di vertice, e che ha fatto perfino intervenire il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Da Palazzo Koch, sede di Bankitalia, Visco si dice tranquillo e replica con un comunicato in cui rivendica di aver sempre operato d’intesa con l’esecutivo.

In particolare: “Nella sua azione l’Istituto ha agito in continuo contatto col Governo. Fa interamente il suo dovere nelle diverse funzioni che svolge, applicandovi competenza e coscienza. In particolare nella vigilanza bancaria, in questi anni segnati dalla più grave crisi economica della storia moderna d’Italia, ha difeso il risparmio nazionale limitando i danni. Questi non potevano non esserci, data la gravissima condizione dell’economia”.

E ribadisce inoltre: “Alcuni casi di gestione bancaria cattiva o criminale, sono stati contrastati per quanto consentito dalla legge e, quando opportuno, segnalati alla Magistratura”. Infatti è soprattutto sul tema della vigilanza di Bankitalia in occasione dei numerosi casi di crisi bancarie degli ultimi anni che molti si interrogano. Del resto, nelle ultime ore Visco ha anche parlato col presidente della Commissione d’inchiesta sulle banche, Pierferdinando Casini, dicendosi disponibile ad “essere ascoltato dalla Commissione quando essa vorrà”.

La mozione del PD passata ieri, del resto, non era proprio un fulmine a ciel sereno se si considera che il leader del partito, ed ex-premier, Matteo Renzi aveva già nelle scorse settimane dato ad intendere che avrebbe visto di buon occhio un avvicendamento ai vertici di Bankitalia, anziché una riconferma di Visco. La mozione, passata ieri alla Camera per 213 favorevoli a 97 contrari, chiedeva esplicitamente per Palazzo Koch “una figura idonea per una nuova fiducia”, poichè “l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto di banche”. Il documento del PD diceva inoltre che le recenti difficoltà del sistema bancario italiano “avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione”.

Ma è un fatto che la mozione, pur non un’aperta sfiducia come quella presentata in precedenza dal Lega Nord e Cinque Stelle, è stata mal digerita sia dal premier Paolo Gentiloni, sia dal capo dello Stato Mattarella, tanto da far prefigurare ombre di crisi istituzionale. Dal Quirinale, si fa presente che “Le decisioni su Bankitalia devono essere ispirate ad esclusivi criteri di salvaguardia dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. E che “le prese di posizione devono essere nell’interesse della situazione economica dell’Italia e della tutela del risparmio degli italiani”. L’ipotesi di una riconferma di Visco metteva d’accordo Gentiloni e Mattarella, nonché il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, e sotto tale aspetto i malumori sono comuni. Indiscrezioni concordano nel riportare che lo stesso Padoan consultatosi al telefono con Gentiloni ha perso la calma urlando, tanto che la segretaria CGIL Susanna Camusso ha commentato: “L’immagine che rende di più la valutazione della giornata di ieri è un ministro sempre così pacato come Padoan che si mette ad urlare al telefono. E’ un’operazione che scarica su Bankitalia una gestione delle crisi bancarie che non è solo responsabilità di Bankitalia”.

Sia il portavoce del PD Matteo Richetti, sia lo stesso Renzi, rigettano voler parlare di singole persone e sostengono che si tratta solo di una critica alla linea di Bankitalia. Anche stamattina, del resto, la vicepresidente dei deputati PD, Silvia Fregolent, ha dichiarato che “non ce l’abbiamo con Visco”. E spiega: “Che il governo non abbia vigilato sulle banche, non è vero, non spettava al governo vigilare. Chi doveva vigilare è un istituto che si chiama Banca d’Italia. Quando si dice che le istituzioni devono essere rispettate, noi le rispettiamo, ma noi siamo anche le istituzioni, siamo il Parlamento, siamo un partito popolare che cerca di essere a contatto con i cittadini”. Intanto da M5S, Roberto Fico così analizza la situazione: “Ora abbiamo un asse Mattarella-Gentiloni contro un asse più renziano. Sono d’accordo con Mattarella, e al momento credo che anche Gentiloni sia d’accordo”.

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