Finanzareport.it | Anche Messina (Intesa Sanpaolo) vuole "una Jp Morgan europea" - Finanza Report

Mer 21 Febbraio 2024 — 05:03

Anche Messina (Intesa Sanpaolo) vuole “una Jp Morgan europea”



Intanto il comparto oggi è debole in Borsa poiché la frenata dell’inflazione preannuncia futuri tagli dei tassi da parte della Banca centrale europea

intesa carlo messina

“Una Jp Morgan europea“: il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, aderisce al “tormentone” lanciato da Andrea Enria, presidente uscente della Vigilanza Bce.

Una Jp Morgan europea

“Vorrei più di una Jp Morgan europea”, aveva detto ieri Enria in un’intervista rilasciata a quattro quotidiani europei. “Vorrei che più banche con un portafoglio più diversificato fossero presenti in diverse parti dell’unione bancaria”, ha commentato citando la maggiore banca americana.

jp morgan trimestrali usa wall street

Jp Morgan, colosso bancario Usa

Secondo il presidente del Consiglio di vigilanza esiste “il vantaggio di avere banche più diversificate tra gli Stati membri: così se uno shock colpisce uno Stato, le perdite in quello Stato si possono compensare con i profitti realizzati in un altro Paese. In termini di stabilità, la diversificazione cross-border contribuisce ad assorbire lo shock. Questo – ha ribadito – è il principale vantaggio che vedo nelle fusioni transfrontaliere”.

Enria ha ricordato nella sua quadrupla intervista che “la questione del consolidamento è comparsa sul mio radar quando sono entrato in Bce cinque anni fa, perché il settore si lamentava del fatto che avrebbero voluto consolidarsi ma non potevano farlo a causa dei requisiti patrimoniali aggiuntivi che la Bce avrebbe imposto. Il mio primo ruolo è stato quello di chiarire che questa percezione era errata e di far capire alle banche che non sarebbero state penalizzate dal punto di vista prudenziale dopo una fusione”.

Isybank

Oggi Carlo Messina ha ribadito da parte sua “la necessità di una Jp Morgan europea” perché’ “non esistono Paesi che possono avere un ruolo di leadership nel mondo se non si ha un sistema bancario forte”, ha detto il numero uno di Intesa, che peraltro ha una presenza concentrata sul mercato italiano, a differenza ad esempio dell’altra big Unicredit.

Messina, intervenuto a un convegno, ha inoltre commentato il caso dei clienti Intesa Sanpaolo trasferiti alla banca digitale Isybank, con l’antitrust che ha deciso oggi lo stop a questa procedura senza il consenso esplicito del cliente.

“Tutte le autorità vanno rispettate. E’ chiaro che noi riteniamo di aver operato in conformità a quelle che sono le leggi di questo Paese e di aver ricevuto le autorizzazioni da parte della Banca d’Italia e della Bce. Ma è anche vero che, se anche un numero limitato di clienti, e parliamo di circa duemila, non ha trovato le nostre procedure come quelle migliori da poter usare faremo in modo che questo possa accadere”, ha detto il manager, confermando peraltro che l’utile 2024 sarà in crescita.

Tagli dei tassi

Le azioni Intesa Sanpaolo si confermano deboli intanto a Piazza Affari con un calo dello 0,2% a metà pomeriggio.

In più deciso calo Unicredit (-1%) che sconta preoccupazioni proprio legate all’esposizione europea della banca, e in particolare ai finanziamenti in essere con il gruppo immobiliare Signa che ha avviato una procedura di insolvenza al tribunale di Vienna.

In generale, il comparto oggi è debole poiché la frenata dell’inflazione preannuncia futuri tagli dei tassi da parte della Banca centrale europea. Nell’ultimo anno infatti gli istituti di credito hanno fatto il pieno di utile grazie ai margini d’interesse, mentre adesso – ha detto oggi lo stesso Messina, dovranno tronare a concentrarsi sulle commissioni.

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