Dom 17 Febbraio 2019 — 15:47

Emergenti, meglio selezionare…



In un universo che comprende più di 3.000 società con una capitalizzazione di oltre 1 miliardo le opportunità vanno cercate con un approccio attivo

Rispetto ad altre asset class, le azioni dei mercati emergenti hanno attraversato una lunga fase caratterizzata da bassi rendimenti. Malgrado ciò, riteniamo che l’asset class rappresenti un investimento interessante nel lungo termine, a condizione di adottare un approccio selettivo.

In questo mercato infatti, un approccio attivo consente di individuare le società di qualità con caratteristiche difensive, con bilanci solidi, elevata redditività del capitale investito e un free cash flow stabile e in aumento. In media, le imprese dei mercati emergenti possono non presentare queste caratteristiche, pertanto siamo convinti che un approccio attivo sia essenziale. In un universo che comprende più di 3.000 società quotate con una capitalizzazione di mercato di oltre USD 1 miliardo, una selezione dei titoli di tipo “bottom-up” permette di costruire un portafoglio di azioni di alta qualità con valutazioni interessanti. Ci avvaliamo di una ricerca proprietaria per inserire nei portafogli solo i titoli in cui crediamo maggiormente, le migliori idee che a nostro avviso beneficeranno dei trend di lungo periodo della domanda nella regione.

Le Nazioni Unite prevedono che nei prossimi 15 anni la popolazione in età lavorativa nei mercati emergenti (Cina esclusa) raggiungerà circa 700 milioni di persone. Inoltre, Boston Consulting Group stima che tra il 2010 e il 2030 la popolazione nelle grandi città dei mercati emergenti crescerà di 1,3 miliardi di persone. Questi driver di lungo periodo continueranno a generare profit pool ampi e in espansione.

Nelle Filippine il consumo pro capite di tè pronto da bere si attesta a 2,1 litri all’anno, a fronte di una media asiatica annua di 15,3 litri. Ciò si traduce in un contesto favorevole sul fronte della domanda per Universal Robina Corporation (URC), leader nel settore dei consumi delle Filippine, con una quota di mercato del 74%. In India, il consumo pro capite di sigarette è pari all’11% della media mondiale, a vantaggio di ITC, che detiene una quota di mercato dell’80%.
Queste società beneficiano di trend di lungo periodo e, soprattutto, hanno accumulato un vantaggio netto che consente loro di generare margini e rendimenti elevati. Siamo convinti che la solidità e la leadership di questi modelli di business siano i motivi strategici per investire a lungo termine nei mercati emergenti.


Alcuni ostacoli temporanei, come la volatilità sul fronte valutario, possono persistere ancora per un certo tempo
, ma finiranno per stabilizzarsi e i consumatori continueranno a utilizzare e ad acquistare beni di prima necessità, come lo shampoo e i latticini, indipendentemente dal rallentamento della crescita globale. Riteniamo che le recenti turbolenze abbiano offerto opportunità per rafforzare le posizioni preferite a valutazioni interessanti: un approccio che, a nostro avviso, è molto più ragionevole che introdurre un’esposizione ai mercati emergenti in modo meno selettivo.

[right]*Portfolio Manager di LGM Investments – boutique specializzata nei mercati emergenti di BMO Global Asset Management[/right]

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