Mer 23 Gennaio 2019 — 18:57

Mps: Viola e Profumo rinviati a giudizio



Verdetto del Gup al processo milanese sui derivati Santorini e Alexandria. Anche la banca dovrà rispondere delle accuse

(Aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Gli ex vertici di Mps Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, assieme allo stesso istituto di credito e a Paolo Salvadori, ex presidente del collegio sindacale, sono stati rinviati a giudizio dal gup di Milano. Il processo inizierà il 17 luglio.

Si tratta di una notizia in parte inaspettata, poiché la Procura aveva chiesto per tutti gli imputati il proscioglimento. Va ricordato in proposito che la stessa Procura in fase di indagini aveva chiesto già l’archiviazione, prima che il gip Livio Cristofano disponesse tuttavia l’imputazione coatta.
Le accuse sono di aggiotaggio (caduta per Salvadori) e falso in bilancio per il caso della contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria.

Profumo, ex presidente della banca senese, è attualmente ad di Leonardo, indicato un anno fa dal governo uscente guidato da Paolo Gentiloni. Viola ha annunciato proprio oggi che sarà presidente della nuova banca che nascerà dalla riorganizzazione di Nexi (CartaSì).

Anche la banca dovrà rispondere alle contestazioni. Intanto in Borsa il titolo segna oggi nel finale +0,11% a 2,66 euro. Leonardo (l’ex Finmeccanica) cede l’1,14% a 9,5 euro contro il -0,47% del Ftse Mib. “Sono sorpreso ma confermo con determinazione di essere sereno per le scelte fatte in Mps – ha commentato Profumo, secondo quanto riferiscono fonti a lui vicine -. Dimostreremo di aver sempre operato correttamente nell’interesse dell’istituto e dei suoi azionisti, peraltro in stretta collaborazione con Banca d’Italia e Consob, e riconfermo la mia totale fiducia nella magistratura”.

Il titolo Mps peraltro è sostenuto da un report del Credit Suisse che prevede un ritorno all’utile nel primo trimestre per la banca salvata dal Tesoro (azionista al 68%). Il broker stima un utile di 14 milioni e ricavi totali in crescita del 7% su trimestre, trainati dalle commissioni (+9%), confermando tuttavia la raccomandazione Underperform sul titolo con target price a 3 euro.



Tornando alla cronaca giudiziaria, la decisione odierna del gup Alessandra Del Corvo soddisfa la richiesta dalle parti civili (circa 200 azionisti rappresentati da numerosi legali). La banca è imputata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Per il pm, gli ex manager, che avevano ereditato la gestione della banca dopo quella di Giuseppe Mussari e degli altri vertici (che sono a processo a Milano), avevano reso consapevole il mercato dei problemi sui bilancie si erano anche attenuti alle disposizioni di Consob e Banca d’Italia. Diversa la lettura del gip dell’imputazione coatta (agli atti anche una nuova consulenza disposta dalla Procura generale) che ravvisò nelle condotte dei manager presunti profili ingannevoli nei confronti del mercato perché quella contabilizzazione non aveva dissipato le ambiguità sui derivati.

Intesa Sanpaolo news 23-01-2019 — 09:34

Intesa Sanpaolo, torna in dubbio la conferma di Gros-Pietro?

Il ruolo del presidente torna in dubbio in vista dell’assemblea di aprile. Uniche certezze sono la conferma di Messina e l’apertura del Cda a esponenti esperti di mercati esteri e fintech

continua la lettura
NOTIZIE CORRELLATEtorna alla sezione