Finanzareport.it | Palenzona (Fondazione Crt) a ruota libera su Generali, Bpm, Unicredit, rete Tim, Prelios e Mundys - Finanza Report

Mer 24 Aprile 2024 — 15:51

Palenzona (Fondazione Crt) a ruota libera su Generali, Bpm, Unicredit, rete Tim, Prelios e Mundys



Il numero uno dell’ente svela il rafforzamento nel gruppo assicurativo e fa il punto anche sugli altri investimenti

fabrizio palenzona

Fabrizio Palenzona “vuota il sacco”: il presidente della Fondazione Crt in dichiarazioni alla stampa ha svelato un rafforzamento fino al 2% di Assicurazioni Generali, che spiega l’uscita dell’ente da Banco Bpm. Il numero uno della fondazione torinese in un’intervista al Sole 24 Ore ha inoltre fatto il punto sulla governance di Unicredit e gli investimenti in rete Tim e Mundys.

Cosa ha spinto dunque Fondazione Crt a cedere le azioni di Banco Bpm? Palenzona spiega al giornale di Confindustria: “Ho messo in pratica quanto suggeriva Enrico Cuccia: vendi, guadagna e pentiti. Grazie all’ottimo lavoro del dottor Giuseppe Castagna abbiamo quasi triplicato l’investimento”. Con i soldi raccolti, 140 milioni di cui 80 milioni di plusvalenza, “abbiamo consolidato la nostra storica partecipazione di lungo termine in Generali, così da accrescere il flusso di dividendi, che insieme ad UniCredit e Mundys costituiscono la parte più consistente delle risorse che mettiamo a disposizione del territorio. Siamo e restiamo sulla soglia del 2%”.

In tema di M&A bancario, “parlo di UniCredit, di cui siamo azionisti e dove continueremo a supportare Andrea Orcel, un eccellente banchiere che non da oggi gode della nostra stima e i cui risultati straordinari parlano per lui”. Sulle polemiche riguardanti la formazione della lista del cda, Palenzona ha evidenziato che Crt è tra i “fondatori e la nostra partecipazione non è in discussione. La nostra critica era rivolta al comitato governance per come ha gestito il processo di formazione della lista del cda. Un processo che non sia in linea con le best practice di mercato e con le linee guida della Consob non è nell’interesse di UniCredit. Il ritiro dalla lista del cda di chi aveva gestito il processo ha certamente contribuito a mitigare la nostra posizione critica”.

Già in occasione del rinnovo delle Generali, Crt si è schierata a favore della lista presentata dai soci privati, sebbene poi abbiano prevalso i candidati del board, viene ricordato a Palenzona. “La lista del consiglio – commenta il banchiere- è una pratica diffusa a livello internazionale. Se però il processo di formazione viene gestito male, ne distorce la validità. Il rischio evidente è quello dell’autoreferenzialità del consiglio, cosa certamente criticabile. L’altro aspetto è il conflitto di interessi che si può creare se non si disciplina adeguatamente il ruolo degli attori delegati alla formazione della lista. Inoltre, un engagement serio e attento dei soci è una pratica indispensabile, nel caso in cui il consiglio voglia presentare la lista. Alla fine, infatti, chi la vota sono sempre e solo i soci. Certamente le Generali hanno rispettato questa best practice”.

Per il futuro, tuttavia, il ddl capitali ha cambiato la situazione. “È innegabile che il disegno di legge solleva qualche perplessità tra gli investitori quanto alla sua applicabilità proprio riguardo alle liste del consiglio. Comportamenti come quelli da noi denunciati spiegano le ragioni della necessità di disciplinare questo strumento. Per un giudizio compiuto, comunque, bisognerà attendere i decreti delegati al governo”.

Sempre in tema di governance, si è appena concluso il confronto per il rinnovo del vertice Acri, è stato scelto Giuseppe Azzone all’unanimità. Soddisfatti di questa scelta e della precedente gestione dell’Acri? Palenzona sarà il vicepresidente? “Sì, altrimenti non avrei sostenuto la candidatura di Giuseppe Azzone. Per quanto riguarda la precedente gestione di Acri non ho l’ansia di commentare le prestazioni di Profumo. Nei fatti, è la prima volta che si elegge il presidente dell’Acri in quanto nella Prima Repubblica i metodi erano appunto quelli da Prima Repubblica. Dopo, grazie a Dio, le fondazioni hanno goduto per lungo tempo della presidenza di un fuoriclasse come Giuseppe Guzzetti. Il quale, come si addice ai regnanti, ha indicato in Profumo il suo successore. In questo contesto ho ritenuto proporre alla Consulta delle Fob di Piemonte e Liguria, che ricordo rappresentano il 40% del patrimonio presente in Acri, un programma che una volta condiviso costituisse il metro per valutare l’operato dei nuovi vertici. In Acri Fondazione Crt è ben rappresentata dal nostro vicepresidente vicario, professor Maurizio Irrera, che continuerà nel suo impegno”.

Al presidente della Fondazione Crt Fabrizio Palenzona è stato poi chiesto di commentare la partecipazione al veicolo per la rete Tim con 15 milioni. “Il nostro contributo mi pare in linea con quello dei nostri colleghi e mi auguro che l’operazione Netco possa dare a Tim la stabilità di cui ha bisogno”. Ma come valuta il desiderio del management di F2i di allargare il raggio di azione all’estero e la volontà di aumentare il peso nell’azionariato della sgr? “Non vedo nessuno scandalo se dopo 10 anni ed in prossimità della scadenza del patto si fa un tagliando. È dovere dei soci valutare l’operato del management. Ancor di più nelcaso in cui proprio il management proponga modifiche che comportino sia il suo ingresso nell’azionariato sia la modifica degli obiettivi strategici di investimento”.

Su Mundys, l’ex Atlantia: “L’equilibrio trovato tra Alessandro Benetton e Florentino Perez è un’ottima notizia che consente una nuova stagione di crescita sostenibile nell’interesse di tutti gli stakeholders. Questo è frutto del nuovo corso di Edizione e della stabilità azionaria di Mundys e Acs. Fondazione Crt proprio in qualità di investitore stabile e di lungo periodo partecipa all’accordo di consultazione tra soci Mundys, che rappresenta il luogo istituzionale nel quale ognuno può portare il suo specifico contributo. Ecco, questo è il tipo di partnership che rappresenta i principi che ho esposto”.

A Palenzona viene chiesto un commento all’operazione su Prelios che attende il via libera golden power. “Io penso che chi è fortunato nasce in Europa, chi è molto più fortunato nasce in Italia. Questo privilegio a volte deve fare i conti con un po’ di complessità, ma questo non ci spaventa! Quando un’operazione è valida, strategica e assicura un contributo allo sviluppo, un po’ di pazienza è d’obbligo”, dice il presidente di Prelios. Quanto ai sospetti sulla Ion di Andrea Pignataro e sul suo indebitamento, Palenzona spiega: “Non ha mai ricevuto soldi pubblici, ha onorato sempre i suoi impegni e last but not least Ion vale molto più del suo debito. Ma la cosa più affascinante è il modo con cui mette insieme business e ricerca. Pignataro stima le nostre università, che supporta con consistenti risorse. È convinto che attraverso una ricerca “verticale e coordinata” l’Italia abbia ancora l’opportunità di dire la sua nell’applicazione dell’intelligenza artificiale e nella gestione dei dati, settore dove anche l’Europa ha perso il treno. Credo che una volta superate le diffidenze e i sospetti sarà apprezzato. Sono convinto che sarebbe più utile alla nostra premier e al Paese un colloquio con l’umano Andrea piuttosto che con il transumano Elon”.

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