Finanzareport.it | Mediobanca nel mirino di Unicredit con finestra su Generali: rumors - Finanza Report

Gio 25 Luglio 2024 — 07:45

Mediobanca nel mirino di Unicredit con finestra su Generali: rumors



Indiscrezioni rilanciate dal quotidiano Il Foglio che parla di “risiko difficile ma non impossibile”

mediobanca piano 2026

Le banche d’affari internazionali tornano a ragionare su un’operazione “che sarebbe clamorosa”. Così il quotidiano il Foglio rilancia uno scenario che vedrebbe Mediobanca nel mirino di Unicredit, che punterebbe fra l’altro a Generali. “Un risiko difficile ma non impossibile”, secondo il giornale. I titoli potenzialmente coinvolti oggi corrono in Borsa: soprattutto Mediobanca e Generali, nonché la sua controllata Banca Generali, più indietro invece Unicredit.

Triangolo Unicredit Mediobanca Generali

Non è la prima volta peraltro che si ragiona su una fusione di Mediobanca in Unicredit.

“Cosa farà Unicredit con tutti quei soldi che ha in pancia?”, si chiede fra l’altro il giornale diretto da Claudio Cerasa, che è anche l’autore dell’articolo.

“La novità delle ultime settimane è che il mondo della finanza lombarda attende il dossier annunciato che una grande banca d’affari internazionale farà arrivare sulle scrivanie più importanti d’Italia”. Si tratterebbe di “uno studio di fattibilità” relativo a un’operazione che potenzialmente potrebbe coinvolgere due giganti italiani: Unicredit (52 miliardi di euro di capitalizzazione), Generali (33 miliardi) e Mediobanca (10 miliardi).

fascia dimagrante

Premio del 20%

L’operazione, prosegue la ricostruzione di stampa, “è la stessa già ipotizzata nel 2021: un’acquisizione di Mediobanca da parte di Unicredit, tramite un’offerta pubblica di scambio, con un venti per cento di premio previsto per gli azionisti. Valore dell’operazione: dodici miliardi di euro”.

cuscino lattice economico

Viene tuttavia chiarito che il potenziale assalto di Unicredit a Mediobanca, che ha il 13,1% di Generali, è un’operazione solamente suggerita “da una banca d’affari internazionale”.

Peraltro, viene fatto notare, la Delfin della famiglia Del Vecchio e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, che non sono riusciti a strappare a Mediobanca le redini di Generali, potrebbe “tornare ad avere un ruolo”. Delfin ha il 19,7% di Mediobanca il 9,3% di Generali; Caltagirone ha il 9,9% di Mediobanca e il 6,2% di Generali. Delfin ha inoltre l’1,9% di Unicredit.

Un altro indizio sarebbe che uno storico azionista di Unicredit, la fondazione torinese Crt, ha appena venduto a sorpresa la sua quota in Bpm (140 milioni di euro) per “consolidare” la sua presenza in Generali con una quota ora al 2%.

Analisti

Fra le prime reazionidei broker, secondo Intermonte l’operazione “avrebbe un solido razionale industriale mentre avrebbe risvolti da valutare a livello degli equilibri del sistema finanziario italiano” anche se l’articolo di stampa “non contiene dettagli significativi se non il premio del 20% a cui si starebbe ragionando”.

Ma cosa accadrebbe dal punto di vista industriale? La fusione, prosegue il broker, “doterebbe Unicredit di importanti supporti in un’area in cui la banca è poco presente come investment banking, wealth management e credito al consumo”. E sempre dal punto di vista industriale “la combinazione avrebbe senso e con sinergie di ricavo piu’ che di costo”. Ma questo è solo il primo aspetto, perché poi da valutare ci sarebbero anche “la quota in Generali e i possibili risvolti per Banca Generali in un contesto di questo tipo”.

In ogni caso, dicono da Intermonte, “Unicredit rimane a nostro avviso un candidato per il consolidamento del settore” e recentemente è stato indicato tra i potenziali soggetti interessati anche alla Banca Popolare di Sondrio e a Banco Bpm.

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