Finanzareport.it | Banco Bpm tra attese dividendi e tentazione Mps - Finanza Report

Mer 21 Febbraio 2024 — 05:45

Banco Bpm tra attese dividendi e tentazione Mps



Le nuove strategie di Piazza Meda saranno svelate il 12 dicembre, peraltro il giorno seguente alla sentenza Viola-Profumo che potrebbe rafforzare ulteriormente Siena

banco bpm

Banco Bpm si appresta a presentare al mercato il prossimo 12 dicembre un piano orgogliosamente stand alone, ma non tramonta l’ipotesi di nozze con Mps.

Banco Bpm, nel piano previsioni di ricchi dividendi

Il nuovo piano industriale al 2026 secondo le ultime indiscrezioni di stampa dovrebbe puntare forte sulla remunerazione degli azionisti, con l’unica incertezza su quali pesi attribuire a cedole e buyback.

Gli azionisti istituzionali, come Casse e Fondazioni, e fondi “long only”, osserva oggi il Sole 24 Ore, appaiono più favorevoli a godere di una cedola più ricca e, magari, a ricevere un’ulteriore remunerazione in prospettiva: una parte del capitale in eccesso potrebbe così anche diventare un “jolly” da spendere qualora si presentassero occasioni di M&A interessanti.

Un altro tema del piano saranno i costi, con l’ipotesi di nuovi esuberi volontari, che dovrebbero essere tuttavia limitati. Banco Bpm ha già tagliato 1.000 filiali dalla fusione tra Bpm e Banco Popolare e oggi ne ha 1.350.

Banco Bpm Mps, torna in auge fusione

Se ne saprà di più quando Banco Bpm presenterà il nuovo piano, il prossimo 12 dicembre, per coincidenza il giorno dopo la sentenza che riguarda gli ex vertici di Mps Viola-Profumo (in quanto l’udienza è stata recentemente spostata all’11 dicembre per l’indisposizione di un giudice). Un verdetto favorevole all’ex management consentirebbe infatti al Monte dei Paschi di Siena di dare un’ulteriore sforbiciata ai rischi legali (Mediobanca stima tra 200 milioni e oltre mezzo miliardo) e rilancerebbe le sue ambizioni M&A.

Il Tesoro punta ancora su una fusione Banco Bpm Mps per dare vita a un terzo polo bancario, un’ipotesi finora respinta dall’istituto guidato da Giuseppe Castagna, ma che appunto resta sul tavolo.

Ieri intanto il Mef ha ribadito la sua determinazione a uscire al più presto dal capitale di Mps, affermando che il recente collocamento di una quota del 25% m è “solo il primo passo”.

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