Mer 27 Ottobre 2021 — 18:55

Mps conferma i target del piano strategico stand alone



Il Mef punta ancora sul matrimonio con Unicredit, incognite dalla crisi di governo

mps cause legali

Banca Mps ha confermato nelle ultime ore i target del piano strategico in chiave stand alone. Un esercizio di trasparenza sollecitato dalla Consob, dopo la diffusione delle linee guida in sostanza del piano industriale 2021-2025 e alcune indiscrezioni di stampa che avevano messo in imbarazzo Rocca Salimbeni e il suo principale azionista, il Tesoro (al 64%).

Mps, i target del piano strategico al 2025

Venerdì a tarda ora è stata così diffuso il piano strategico dettagliato, con la rinnovata avvertenza che questo “presuppone il necessario confronto” con la Dg-Comp europea. E che il Piano è stato “predisposto avendo presenti gli impegni assunti dal Governo Italiano nel 2017 con riferimento al Piano di Ristrutturazione 2017-2021, recentemente ribaditi in un DPCM del 16 ottobre 2020, il quale prevede di avviare un processo di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero nel capitale sociale di MPS, da realizzare con modalità di mercato e anche attraverso operazioni finalizzate al consolidamento del sistema bancario”.

Come anticipato nei giorni scorsi da uno scoop di Repubblica, Mps prevede fra l’altro di chiudere il 2021 con una perdita di 562 milioni.

Il piano firmato dall’ad Guido Bastianini prevede poi il ritorno all’utile per 41 milioni nel 2022 fino a 559 milioni nel 2025, anno in cui il portafoglio di npl dovrebbe attestarsi a 7 miliardi, pari al 7,5% del totale dei crediti dall’attuale 4,1%. Il piano stand alone stima che un aumento da 2 miliardi potrebbe bastare a rispettare i requisiti patrimoniali minimi anche nel caso di uno scenario avverso.

Mps, Unicredit e l’incognita crisi di governo

Il Tesoro però guarda soprattutto a quel “processo di dismissione della partecipazione” e spera ancora di bruciare i tempi con una fusione. Il Mef in particolare è in pressing da settimane per un’acquisizione da parte di Unicredit.

Gli advisor sono al lavoro per mettere a punto una bozza che soddisfi anche i soci più scettici di Unicredit, come la Delfin di Leonardo Del Vecchio e le Fondazioni.

La cosiddetta “dote” del Tesoro per un matrimonio del Monte dei Paschi di Siena potrebbe prevedere anche l’acquisto di crediti deteriorati fino a 20 miliardi da parte di Amco, la trasformazione delle Dta in crediti di imposta per 2,5 miliardi, il trasferimento di 10 miliardi di rischi legali a Fintecna, nonché un accordo transattivo con la Fondazione Mps sulla maxi causa da 3,8 miliardi.

Tutto ciò però sembra subordinato anche ai prossimi sviluppi politici, visto che è in corso una crisi di governo dagli sbocchi non ancora chiari.

In Borsa le azioni banca Mps tentano comunque un recupero dopo le recenti vendite e alle ore 12,08 segnano un +0,65% a 1,082 euro.

mediobanca trimestrale 27-10-2021 — 02:22

Mediobanca: trimestrale batte attese, no comment di Nagel su battaglia Generali

Commissioni record. Anche l’outlook è positivo, confermata la politica dei dividendi

continua la lettura