Ven 30 Luglio 2021 — 15:44

Unicredit, Del Vecchio e fondazioni dicono no a Mps



Si consolida l’asse dei soci italiani in vista soprattutto del rinnovo del board

del vecchio mediobanca

Si moltiplicano i rumors sulla possibile fusione tra Unicredit e Mps, ma il partito dei favorevoli deve fare i conti con l’opposizione di un socio di peso “politico” come Leonardo Del Vecchio, nonché le fondazioni.

Unicredit: Del Vecchio dice no a Mps

Se da una parte il blocco dei soci italiani di Unicredit si va consolidando soprattutto in vista del rinnovo del cda, dall’altra sia Del Vecchio sia le fondazioni Cariverona e Crt non vedrebbero di buon occhio il matrimonio con Mps.

Nei giorni scorsi erano circolati alcuni rumors su un incontro tra il presidente designato Pier Carlo Padoan e i vertici delle fondazioni.

Oggi il Sole 24 Ore scrive che Del Vecchio e altri azionisti di peso hanno manifestato contrarietà a una eventuale integrazione dell’istituto con Banca Mps.

Del Vecchio e fondazioni convergono su no a Mps

Da quel poco che trapela dal nascente nucleo stabile di azionisti, si legge sul giornale economico, sarebbe emersa a livello strategico la netta contrarietà all’operazione Monte dei Paschi di Siena, che i “vecchì soci vedono – a torto o a ragione – come una riedizione della fusione ‘politica’ con Capitalia”.

In particolare si starebbe cementando un asse tra la Delfin di Leonardo Del Vecchio, la Fondazione CariVerona e la Fondazione Crt – cui complessivamente fa capo circa il 5% di Unicredit – per creare un nucleo stabile di azionisti con cui il board uscente potrà confrontarsi per definire il profilo del nuovo ceo.

La notorietà di Del Vecchio, il patron di Luxottica portatosi fra l’altro nei giorni scorsi al 12% di Mediobanca, potrebbe inoltre influire sulle scelte dei fondi.

Quanto alla scelta del nuovo ceo, la scrematura dei nomi (che comprende alcuni big fra cui il ceo di Mediobanca Alberto Nagel) potrebbe richiedere ancora settimane.

Unicredit e i crediti deteriorati da cedere ad Amco

In Borsa oggi il titolo Unicredit consolida, all’indomani di una seduta brillante (+6%) grazie anche a indiscrezioni su una maxi cessione di Npl che sarebbe resa possibile dall’operazione con Mps. Lo ha scritto Reuters.

Unicredit avrebbe l’opportunità di deconsolidare 14 miliardi di Npl (su 22,7 miliardi al 30 settembre scorso) cedendoli ad Amco, la società controllata dal Tesoro.

Il Mef, titolare del 64% della banca senese, attraverso i propri advisor continua in ogni caso il pressing per realizzare la combinazione. Secondo le stime degli analisti, a Unicredit servirebbe una dote complessiva di circa 6 miliardi affinché l’operazione sia neutra sul proprio capitale.

Intanto oggi Credit Suisse ha ridotto il target price su Unicredit da 9,50 a 8,80 euro, confermando la raccomandazione neutral. In Borsa alle ore 10,14 le azioni Unicredit segnano -0,59% a 7,91 euro; Mps -1,67% a 1,118 euro.

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