Mer 30 Novembre 2022 — 02:36

Davide Leone (Banco Bpm) rilancia ipotesi nozze con Unicredit



Il socio (4,7%) di Piazza Meda parla di operazione industrialmente sensata con l’istituto guidato da Andrea Orcel o Cariparma

banco bpm bond

Davide Leone, socio di Banco Bpm (4,7%) con il suo fondo DL & Partners, rilancia l’ipotesi di una fusione con Unicredit.

Il matrimonio tra Banco Bpm e Unicredit era sfumato nei mesi scorsi dopo un’offerta di Unicredit che non si era potuta concretizzare a causa di una fuga di notizie che avrebbe coinvolto il ministero del Tesoro (primo azionista di Mps).

Un’aggregazione con la banca guidata da Andrea Orcel resta però “industrialmente sensata” per Davide Leone, socio di Bpm con “una visione di lungo periodo”, come ha detto l’investitore in un’intervista rilasciata a Repubblica.

Dichiarazioni, quelle di Leone, che arrivano anche in vista del rinnovo dei vertici di Banco Bpm nella prossima primavera.

Banco Bpm ha eletto nel 2020 il primo board con la lista del cda. “Da quel momento – commenta Davide Leone – si sono manifestate trasformazioni nella
governance che hanno portato importanti benefici riflessi anche dal prezzo di mercato. Dal 4 aprile 2020 a oggi il valore del titolo Banco Bpm è salito del 183% contro una media delle banche europee del 102%, il secondo maggiore apprezzamento tra tutte le banche europee nel periodo”.

“La gestione operativa – prosegue l’investitore – ha beneficiato della crescita economica italiana e del rialzo dei tassi di interesse a cui va aggiunto l’effetto incrementale della miglior governance. Il Comitato remunerazioni ha fatto un eccellente lavoro allineando i compensi del management a standard europei e interessi degli azionisti. La riduzione
del rischio ha portato le sofferenze sotto il 5%, soglia di attenzione della Bce. Poi il piano industriale “stand alone” da noi auspicato, il ritorno a un dividendo ragionevole, il tutto nel rispetto del rapporto sindacale di cui il dottor Sileoni è protagonista illuminato e strategico”.

Banco Bpm era nel mirino di
Unicredit per un’aggregazione, a Leone viene quindi chiesto se a suo avviso sarebbe stata una buona operazione. “La banca ha già realizzato una crescita importante ma resta ancora un grande valore inespresso. Il consolidamento può avvenire solo con chi apporta ulteriori benefici e le operazioni industrialmente sensate sono quelle che possono accelerare gli investimenti in tecnologia. Quindi
oggi le operazioni possibili sono con
Cariparma o con Unicredit”.

L’interesse di Crédit Agricole, che ha il 9,2% di Piazza Meda, e di Unicredit, “conferma l’esistenza del valore inespresso della banca e il consiglio si è sempre comportato in maniera esemplare nel rispetto di tutti gli azionisti”.

Ad aprile la banca rinnova il cda, quello uscente presenterà una sua lista, poi c’è il mercato e c’è il Crédit Agricole. Leone con chi sarà? “Noi quasi tre anni fa non votammo la lista del consiglio. Va però detto che il presidente Massimo Tononi si è dimostrato assoluta garanzia per tutti gli azionisti e quindi se luirimanesse questa volta saremmo pronti a votare la lista del consiglio”.

In Borsa alle ore 9,35 le azioni Banco Bpm segnano +1,11% a 3,109 euro; Unicredit +1,44% a 12,984 euro con il Ftse Mib a +0,45%.

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