Mer 21 Agosto 2019 — 18:50

Alitalia, il governo bussa alla porta di Atlantia



Dopo il passo indietro di EasyJet l’interesse di Delta limitato a un 10%, proseguono le trattative per mettere assieme una cordata.

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Proseguono frenetiche le trattative per mettere assieme una cordata per il salvataggio di Alitalia. Il passo indietro di EasyJet e l’interesse di Delta per una quota che sarebbe limitata al 10%, mettono infatti sotto pressione le Fs che non vorrebbero superare il 30% della nuova compagnia, mentre in generale l’esborso per le casse pubbliche potrebbe rivelarsi più elevato del previsto. Per questo il governo avrebbe bussato anche alla porta di Atlantia.

Secomndo le ultime indiscrezioni, citate oggi dal quotidiano La Stampa, l’ad di Atlantia Giovanni Castellucci avrebbe incontrato nei giorni scorsi a Milano il numero uno di Ferrovie, Gianfranco Battisti.

Atlantia però, sempre secondo il giornale torinese, non sarebbe interessata a investire in una compagnia aerea, dopo l’esperienza dei “capitani coraggiosi” una decina di anni fa. Inoltre i rapporti con il governo non sono idilliaci, dopo le tensioni seguite al crollo del Ponte Morandi a Genova.

Tuttavia, secondo gli analisti di Equita l’operazione potrebbe avere senso per Atlantia, dal momento che Alitalia conta per circa il 30% del traffico di AdR. E una soluzione che punti allo sviluppo intercontinentale e mantenga Fiumicino come hub della compagnia aerea “sarebbe importante”, osserva la Sim milanese.

Intanto Lorenzo Lagorio, country manager di EasyJet Italia, ha commentato oggi la decisione di ritirarsi dal dossier Alitalia. “Abbiamo sempre detto che un accordo si sarebbe raggiunto se fosse stato operativamente, commercialmente e strategicamente fattibile – ha detto rispondendo alle domande dei cronisti a margine di un evento a Napoli -. Purtroppo, nonostante tutti gli sforzi, non siamo riusciti a trovare un accordo che soddisfacesse queste condizioni”.

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