Mer 17 Luglio 2019 — 15:51

Alitalia: Delta pronta a salire a bordo con il 10%, EasyJet lascia



Si profila uno sforzo maggiore del previsto per le casse pubbliche, con l’intervento quasi certo di alcune partecipate del Tesoro tra cui Fincantieri

alitalia news

Delta Airlines è pronta a salire a bordo della nuova Alitalia con una quota del 10%. E’ quanto riferiscono le ultime indiscrezioni sulla trattativa, mentre EasyJet ha confermato il proprio disimpegno dal dossier. Una situazione, questa, che dovrebbe comportare uno sforzo maggiore del previsto per le casse pubbliche, con l’intervento quasi certo di alcune partecipate del Tesoro tra cui Fincantieri.

Le notizie arrivano dopo il vertice svoltosi nel fine settimana ad Atlanta, sede del quartier generale di Delta, tra i vertici della compagnia Usa e l’ad di Fs, Gianfranco Battisti, con il commissario Stefano Paleari. In particolare, il Messaggero scrive che la quota pattuita del 10% dovrebbe raddoppiare prima del termine del piano di quattro anni. Fonti vicine alla compagnia spiegano che è stato ottenuto il committment, cioè l’impegno da parte degli americani, ma che non sono state fatte cifre.

Con Delta verrebbe comunque garantita la presenza di un partner industriale. Una partecipazione del 10% costringerebbe però Ferrovie ad alzare l’apporto iniziale al 40% rispetto al 30% preventivato.

Delta, in base alle rassicurazioni ottenute dall’ad Bastian, dovrebbe sostenere Alitalia nello sviluppo di nuove rotte verso gli Stati Uniti, un aspetto importante visto l’incremento del 2,7% dei passeggeri sulle rotte intercontinentali per Alitalia con un aumento dei ricavi dell’1,2%.

Nella “nuova Alitalia”, secondo quanto scrive il Messaggero, oltre al 50% sottoscritto da Fs e Delta, dovrebbe esserci un 15% del Mef mediante la conversione del prestito ponte. Inoltre Battisti avrebbe ottenuto dal Tesoro la disponibilità di Fincantieri a coprire un 10-15%. Resta ancora inevaso un 20% circa che sempre il governo dovrà ripartire presso alcune partecipate dirette o indirette. Viene citato Quattro R, il fondo che ha come sponsor Cdp ma anche Poste Vita per conto della quale potrebbe intervenire, Fintecna, Leonardo spa.

La nuova compagnia, prosegue il giornale, potrebbe partire con un fabbisogno di capitale di 750 milioni o 1 miliardo. La decisione dipende dagli altri partner da coinvolgere e dalla disponibilità delle banche (italiane ed americane) a coprire la differenza con un prestito-ponte da 400 milioni. Questa soluzione sarebbe stata imbastita dai due advisor finanziari (Mediobanca per Fs e Credit Suisse per Delta). Dai primissimi sondaggi fra gli istituti, non sarebbe tuttavia emerso grande interesse visto che sono ancora pendenti per molti altri anni i rimborsi di debiti delle gestioni precedenti.

Intanto è arrivato il rifiuto di EasyJet. “A seguito delle conversazioni con Ferrovie dello Stato e Delta Airlines per la creazione di un consorzio che valutasse le opzioni per le future operazioni di Alitalia EasyJet ha deciso di ritirarsi dal processo”, ha spiegato la low cost britannica in una nota.

Sul fronte sindacale, si è concluso con una fumata nera l’incontro al ministero del Lavoro tra Alitalia e i sindacati sulla richiesta dell’azienda di prorogare di sei mesi (dal 24 marzo al 23 settembre) la Cigs per 1.010 dipendenti. Le parti si sono date appuntamento per venerdì 22 marzo, con l’obiettivo di chiudere il giorno dopo.

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