Sab 06 Marzo 2021 — 13:04

Cattolica: l’Ivass fa “a pezzi” il cda, Bedoni nel mirino delle accuse



Il gruppo su richiesta della Consob alza il velo sui rilievi ricevuti. Domenica cda straordinario

cattolica ivass bedoni

Cattolica Assicurazioni, sollecitata dalla Consob, ha fornito chiarimenti sugli esiti dell’ispezione dell’Ivass già in parte comunicati al mercato. Ne emerge un quadro di accuse durissime al cda e in particolare al presidente Paolo Bedoni. Le precisazioni sono contenute in una nota diffusa dalla compagnia veronese ieri nella tarda serata. Domenica è previsto un cda straordinario.

Cattolica, Ivass accusa Bedoni e cda

Alcuni giorni fa l’Ivass era tornato alla carica di Cattolica, dopo i rilievi sul capitale dello scorso anno chiedendo fra l’altro “una significativa discontinuità nell’assetto di governance” in vista della trasformazione in spa che scatterà il primo aprile.

Un “repulisti” che non dovrebbe comunque riguardare i consiglieri targati Generali, tre nuovi membri entrati in cda dopo che il gruppo del Leone è salito al 24,4% di Cattolica. Ivass ha chiesto inoltre alla compagnia la vendita delle proprie azioni dovute al recesso e il “rapido completamento” dell’aumento di capitale con la sua seconda tranche per 200 milioni.

Questa notte, dietro richiesta della Consob, Cattolica è entrata nei dettagli, spiegando più articolatamente i rilievi ricevuti. In particolare, viene spiegato, Ivass ha chiesto a Cattolica “il pronto avvio, sin dalla trasformazione della forma giuridica in spa, di un profondo ricambio dei componenti del cda, che coinvolga in particolare il presidente e gli altri esponenti a cui sono ascrivibili le criticità risultanti dal rapporto ispettivo. Viene poi richiesta “la redazione di un piano di rimedio che riporti in dettaglio tutte le azioni da intraprendere per rimuovere le criticità evidenziate dai rilievi formulati, rafforzare il sistema di governo societario e ricondurre la condotta di Cattolica e del Gruppo alla sana e prudente gestione”.

Cattolica, secondo Ivass condotte opache presidente Bedoni

Il piano dovrà essere approvato dal cda ed essere sottoposto a Ivass entro 60 giorni. Al proposito Cattolica ipotizza che il ricambio del cda possa avvenire in un’assemblea da convocarsi immediatamente dopo l’efficacia della trasformazione in spa, prevista appunto il primo aprile.

Al presidente Paolo Bedoni, l’Autorità contesta il non avere svolto “adeguatamente il proprio compito di garante del buon funzionamento del cda ponendo in essere condotte – anche in contrasto con lo statuto societario – che ne hanno alterato il processo di formazione delle decisioni e che, per la loro opacità, hanno pregiudicato il diritto degli amministratori all’assunzione di decisioni informate”.

A seguito della sua ispezione in Cattolica “l’Ivass ha rilevato carenze, riferibili a situazioni relative soprattutto agli anni 2018/19 e antecedenti, e ai primi mesi del 2020, circa il sistema di governo societario e di gestione dei rischi”. In particolare, il cda “non ha improntato la propria azione circa i vari rischi a canoni di cautela e prudenza con conseguente pregiudizio potenziale per la solvibilità del Gruppo e la necessità di rafforzamento dei mezzi propri”.

L’operazione con Banco Bpm

Viene fra l’altro “evidenziata l’operazione di bancassurance con Banco Bpm, sottoscritta nel 2019″ i cui “risultati negativi” non sono “stati dibattuti” in cda.

Banco Bpm ha recentemente chiuso la joint venture bancassicurativa, provocando le ire di Cattolica che ha chiesto mezzo miliardo di danni.

A ciò si aggiungono “altri investimenti molto meno rilevanti, effettuati a partire dal 2012, riguardanti soprattutto le società non assicurative del gruppo”. In particolare, secondo Ivass, il cda “non ha svolto adeguatamente il ruolo di indirizzo e di monitoraggio” sulle controllate Cattolica Beni Immobili e Cattolica Agricola in perdita per complessivi 23 milioni dalla loro costituzione.

Così come “carenze sono state rilevate nelle analisi dei rischi nella sottoscrizione e gestione degli investimenti” in H-Farm e nel Fondo Cà Tron HCampus.

Ivass ha dunque vietato a Cattolica “operazioni di apporto di liquidità” nelle controllate non assicurative e nel Fondo Cà Tron HCampus “senza il previo parere favorevole del Comitato per il governo societario, la sostenibilità e la generazione del valore”.

In Borsa alle ore 10,43 le azioni Cattolica Assicurazioni segnano -1,36% a 4,212 euro.

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