Finanzareport.it | Bper, cantiere con vista Mps - Finanza Report

Gio 25 Luglio 2024 — 08:15

Bper, cantiere con vista Mps



Secondo una ricostruzione di stampa la banca modenese si prepara al riassetto con la nomina di un nuovo amministratore delegato che potrebbe essere Marina Natale

bper

Bper è la principale candidata per una potenziale fusione con Mps. Lo scrive oggi il Corriere della Sera in una nuova ricostruzione di stampa su quali potrebbero essere le prossime mosse di consolidamento fra banche italiane. Fra le altre ipotesi, ricordiamo, quella di un’aggregazione fra Banco Bpm e Monte dei Paschi di Siena, rispetto alla quale tuttavia ha nuovamente preso le distanze recentemente il ceo dell’istituto milanese, Giuseppe Castagna.

Bper Mps

La nomina di un nuovo ad per Bper potrebbe essere centrale in un eventuale riassetto che avrà come perno Mps, secondo il giornale. Dopo la vendita sul mercato del 25% di Mps da parte del Tesoro, sceso al 39,23% della banca senese, le aggregazioni tra istituti sembrano più fluide da realizzare. Senza contare che il ministero potrebbe ulteriormente limare la propria quota, magari in occasione della chiusura a marzo dei conti del 2023 che dovrebbero registrare un utile superiore agli 1,1 miliardi. Una scadenza che coincide con la fine del lockup dello Stato.

L’attuale amministratore delegato di Bper, Piero Luigi Montani, che siede sulla poltrona di ceo dal 2021, ha già portato a casa le integrazioni di Carige e dei 500 sportelli di Ubi. Gode della stima della Bce e ha portato avanti un grande lavoro di trasformazione dell’istituto emiliano che, secondo il Corriere, resta il candidato più gettonato per le nozze con Mps. “Le due banche condividono una forte matrice commerciale di rete e i loro valori in Borsa non sono più molto distanti”. Modena capitalizza 4,4 miliardi, Siena 3,83 miliardi a valori correnti.

Nell’ipotesi di una fusione Mps Bper, secondo i calcoli citati dal giornale, nel caso di una fusione alla pari lo Stato avrebbe una quota attorno al 17-18% della nuova realtà, mentre il gruppo Unipol, azionista poco sotto il 20% di Bper, potrebbe avere una partecipazione sopra il 10%. Per il Mef potrebbe a quel punto aprirsi lo status di “silent partner”: con quella quota potrebbe infatti essere considerato un partner silenzioso, ovvero un socio senza diritto di voto, né rappresentanza in cda, ma che potrebbe beneficiare dei dividendi del futuro istituto di credito. A quel punto l’uscita del Mef dal Monte dei Paschi imposta dall’Europa sarebbe meno urgente.

fascia dimagrante

Un nuovo amministratore delegato per Bper

Con queste prospettive, prosegue la ricostruzione di stampa, il “cantiere Bper” comincia a prendere forma. Mentre procedono le trattative con i sindacati per definire mille uscite entro la fine dell’anno, si fanno più consistenti le ipotesi sul rinnovo della governance.

cuscino lattice economico

L’assemblea sarà a primavera, in coincidenza con l’approvazione del bilancio, e la lista del cda è verosimile che arrivi tra gennaio e febbraio e che porti con sé anche una rosa di nomi da cui pescare il nuovo amministratore delegato a cui spetterà il compito di accelerare gli investimenti e la crescita. A farsi strada, scrive il Corriere della Sera, è l’idea di Marina Natale, l’ex amministratrice delegata di Amco, la spa del Tesoro per gli Npl, un solido curriculum bancario, già in Unicredit, attualmente consigliere indipendente di WeBuild.

Sarebbe l’unico nome esterno al perimetro di Bper fin qui emerso. Gli altri candidati che sarebbero al vaglio in questo momento sono Gianni Franco Papa, ex Unicredit, ora consigliere della banca di Modena e di Gian Luca Santi, vice direttore e responsabile della finanza, esperto di operazioni straordinarie.

Esuberi Bper

Intanto, proseguono le trattative tra Bper e i sindacati per chiudere entro la fine dell’anno l’accordo sulle mille uscite previste dal piano industriale Bper e-volution, mitigate pero’ da 500 nuovi ingressi.

Nel 2022 erano già usciti 1.100 dipendenti e a marzo scorso altri 540, a fronte di 800 domande inoltrate. Ad agevolare l’operazione sono le risorse arrivate dal margine di interesse spinto dal rialzo dei tassi. In questo modo Bper può permettersi di spesare sull’anno fiscale 2023 il costo degli esodi.

La ex popolare emiliana ha visto il margine di interesse salire dell’89% nei nove mesi a 2,4 miliardi. Nello stesso periodo l’utile netto si è attestato a 1,1 miliardi.

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