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Mer 24 Aprile 2024 — 14:45

Ddl Capitali: ecco le novità su lista cda, assemblee, Pmi, voto maggiorato



Ok alla legge che punta a rendere più competitivi i mercati finanziari, contiene anche una delega al governo per riformare il Tuf

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Via libera con l’approvazione definitiva del Senato al disegno di legge sulle norme capitali, comunemente noto come Ddl Capitali. Questo ambizioso provvedimento si propone di rivoluzionare il panorama normativo relativo al mondo finanziario, introducendo una serie di misure volte a promuovere la trasparenza, l’efficienza e la stabilità nei mercati. In risposta ad alcune domande ricevute a redazione@finanzareport.it, vediamo le principali novità introdotte da questa legge, focalizzandoci sulla lista cda, le assemblee, le Pmi, il voto maggiorato e altre disposizioni significative, nonché sulla delega al governo per la riforma del Testo Unico della Finanza (TUF). In generale, le misure introdotte mirano a promuovere una migliore governance aziendale, a sostenere la crescita delle Pmi, a garantire una maggiore equità nel processo decisionale e a rafforzare la regolamentazione del settore finanziario. L’applicazione delle nuove regole è prevista dalla prima assemblea convocata per una data suc-cessiva al primo gennaio 2025.

Ddl capitali: lista cda

Una delle innovazioni più significative introdotte dal Ddl Capitali riguarda la composizione dei consigli di amministrazione delle società quotate, anche perché la norma sulla lista del cda è destinata a influire sul rinnovo dei vertici di Assicurazioni Generali e di altre big italiane. La lista dovrà essere approvata da una maggioranza di due terzi dei consiglieri uscenti, mentre oggi avviene con un voto a maggioranza semplice. Inoltre la lista dovrà essere “lunga” e cioè contenere un numero di candidati pari al numero dei consiglieri da eleggere aumentato di un terzo. Nel caso in cui poi la lista dovesse risultare la più votata, l’assemblea dei soci procederà ad un voto nome per nome per selezionare i consiglieri che entreranno a far parte del nuovo board. A tutela delle minoranze azionarie, viene previsto che i posti in consiglio siano distribuiti in maniera proporzionale alle liste che abbiano ottenuto più del 20% dei voti.

Definizione di Pmi

Il Ddl Capitali non trascura le piccole e medie imprese (Pmi), pilastro dell’economia italiana. La legge prevede una serie di misure volte a sostenere la crescita e l’innovazione delle Pmi, facilitando l’accesso al credito, semplificando le procedure burocratiche e promuovendo la partecipazione delle Pmi ai mercati finanziari. Viene modificata la definizione di Pmi ai fini della regolamentazione finanziaria, portando da 500 milioni a 1 miliardo di euro la soglia di capitalizzazione massima prevista per qualificare una impresa emittente quote azionarie come Pmi. Viene permessa la dematerializzazione delle quote di piccole e medie imprese e si riducono le procedure, i costi e gli oneri amministrativi legati all’emissione e al trasferimento delle quote, in funzione soprattutto di strategie di sviluppo del mercato dei capitali.

Voto Maggiorato

Un’altra importante novità introdotta dal Ddl Capitali è la possibilità di adottare il sistema del voto maggiorato nelle società quotate. Questo sistema consente agli azionisti che detengono una percentuale significativa di azioni di votare con un peso maggiore rispetto agli azionisti con una partecipazione minore. L’articolo 13 in particolare incrementa da tre a dieci il numero di voti che.può essere assegnato, per statuto, a ciascuna azione a voto plurimo.

Banche Popolari

Oltre alle disposizioni sopra menzionate, il Ddl Capitali include una serie di altre misure significative. Viene brogato il comma 7 dell’articolo 114 TUF,il quale impone ai soggetti che detengono azioni in misura almeno pari al 10% del capitale l’obbligo di co-municare alla Consob le operazioni da loro effettuate anche per interposta persona. Altra novità, il decreto cambia la norma sulla riforma delle banche popolari, elevando la soglia minima dell’attivo per la trasformazione in spa da 8 a 16 miliardi.

Delega al Governo per la Riforma del TUF

Infine, il Ddl Capitali prevede una delega al governo per la riforma del Testo Unico della Finanza (TUF), il principale corpus normativo che regola il settore finanziario italiano. Questa delega conferisce al governo il potere di apportare entro 12 mesi modifiche e aggiornamenti al TUF al fine di adeguarlo alle nuove esigenze e sfide del panorama finanziario contemporaneo.

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