Gio 02 Aprile 2020 — 02:39

Borsa italiana oggi: Eni, Exor, Fca, Piaggio, Unicredit, Intesa Sp



L’apertura delle Borse europee è attesa oggi negativa

borsa milano

L’apertura delle Borse europee è attesa oggi negativa, all’indomani di una seduta altalenante che ha visto Piazza Affari chiudere in rimonta (Ftse Mib +1,74% a 17.243 punti) nella seconda giornata di rimbalzo per il Vecchio Continente. La Borsa italiana, come gli altri listini internazionali, resta però in preda della volatilità, vista l’incertezza che ancora riguarda l’epidemia di coronavirus e l’impatto sull’economia.

Da registrare le parole dell’ex presidente della Bce, Mario Draghi, in un editoriale pubblicato sul Financial Times. Per Draghi è “già chiaro che la risposta” all’emergenza economica “deve coinvolgere un significativo aumento del debito pubblico. La perdita di reddito del settore privato dovrà essere eventualmente assorbita, in tutto o in parte, dai bilanci dei governi. Livelli di debito pubblico più alti diventeranno una caratteristica permanente delle nostre economie e sarà accompagnata da una cancellazione del debito privato”.

Sull’obbligazionario, il Tesoro offre in asta Ctz e Btp-i per un importo compreso tra 2,75 e 3,5 miliardi.

A Tokyo intanto il Nikkei ha chiuso in calo del -4,51% a 18.664 punti.

Sul forex, l’euro/dollaro risale a quota 1,09 contro il dollaro; il petrolio è debole con il Brent a 27 dollari e il Wti a 24 dollari al barile.

Wall Street ha chiuso ieri sera contrastata: Dow Jones +2,39% a 21.200 punti, S&P 500 +1,15% a 2.475 punti, Nasdaq -0,45% a 7.384 punti.

Borsa italiana oggi: le azioni in primo piano

Sulla Borsa di Milano, occhi puntati su Eni che ha accelerato sulla revisione degli obiettivi del piano, preannunciata lo scorso 18 marzo, per incorporare gli effetti dell’emergenza coronavirus e soprattutto del recente crollo dei prezzi del petrolio. Viene ridotta l’entità degli investimenti: nel 2020 Eni ridurrà la spesa in conto capitale (capex) di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget e le spese operative (opex) di circa 400 milioni di euro, mentre per il 2021 è prevista una riduzione dei capex di circa 2,5-3 miliardi di euro, pari al 30-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano. La produzione nel 2020 dovrebbe così attestarsi tra 1,8 e 1,84 milioni di barili di olio equivalente al giorno, rimanendo invariata l’anno successivo.

Exor ha chiuso il 2019 con un utile consolidato di 3,053 miliardi di euro da 1,347 miliardi a fine 2018, principalmente attribuibile ai miglioramenti della performance complessiva delle società controllate per 1,596 miliardi e inclusa la cessione di Magneti Marelli da parte di Fca; la holding della famiglia Agnelli distribuirà un dividendo invariati di 0,43 euro per azione. Il Nav (Net Asset Value) è salito del 32,5% a 26,1 miliardi. La posizione finanziaria netta è negativa per 2,631 miliardi di euro, in miglioramento di 624 milioni.

Moody’s ha messo sotto osservazione il rating Ba1 di Fiat Chrysler (Fca) con “direzione incerta”. Lo ha comunicato il gruppo in una nota.

S&P ha invece abbassato il rating di Piaggio a B + da BB- anticipando ripercussioni negative della pandemia di coronavirus in Europa sulle vendite e sui margini di profitto del gruppo nel 2020.

Fra le banche, Unicredit comunica che Moody’s ha confermato il debito senior a lungo termine della banca e il rating di deposito a Baa1 / P-2. L’outlook è stato confermato stabile. Il rating stand-alone di Unicredit è confermato a baa3.

Moody’s però nel suo report sulle banche italiane ha abbassato l’outlook sul rating dei depositi a lungo termine di Banco Bpm, Bper, e Credem da stabile a negativo e di Banca Mps da positivo a “developing”.

Su Intesa Sanpaolo, Moody’s ha portato l’outlook sui titoli di debito senior non garantiti a lungo termine da stabile a negativo, mentre quelli sui depositi a lungo termine e debito senior restano stabili.

Da segnalare che l’assemblea ordinaria e straordinaria di Intesa Sanpaolo convocata il 27 aprile si terrà a porte chiuse: l’intervento e l’esercizio del voto saranno infatti consentiti esclusivamente tramite il rappresentante designato come previsto dal decreto Cura Italia. I soci saranno chiamati ad approvare, tra le altre cose, il bilancio 2019, la distribuzione del dividendo e l’aumento di capitale al servizio dell’offerta pubblica di scambio lanciata su Ubi Banca.

E’ stato siglato il closing della fusione tra Inwit e Vodafone Towers. Inwit ha acquisito una quota di minoranza pari al 43,4% del capitale sociale di Vodafone Towers e poi è stata stipulata la successiva fusione di quest’ultima in Inwit. L’atto di fusione avrà efficacia il 31 marzo. Inwit diventa così il più grande operatore del settore in Italia e avrà la mission di supportare Tim e Vodafone Italia “nella realizzazione del nuovo network per lo sviluppo del 5G, garantendo inoltre a tutto il mercato l’accesso alle proprie infrastrutture anche grazie agli spazi liberati dal progetto comune”.

Tornando alle trimestrali, Buzzi Unicem ha chiuso il 2019 con un utile netto di competenza degli azionisti di 385,7 milioni (+0,9%) su ricavi per 3,22 miliardi (+12%); margine operativo lordo ricorrente a 704 milioni (+24%), mentre il risultato operativo aumenta di 116 mln a 468 milioni. Proposta la distribuzione di un dividendo di 15 centesimi per azione ordinaria (da 12,5 cent) e 17,4 centesimi per azione di risparmio (da 14,9 centesimi). Sul fronte coronavirus, il gruppo mette in guardia su “impatti che potrebbero essere assai negativi” sul settore del cemento, ma ancora da stimare.

Fila ha chiuso il bilancio 2019 con un utile netto di 43,1 milioni di euro (+56,4%) su ricavi per 687,4 milioni (+16,7%); Ebitda a 110,8 milioni (+15,6%); posizione finanziaria netta pari a 498,2 milioni, rispetto ai 452,8 milioni precedenti. La società ritiene ci siano i presupposti per il pagamento di dividendi in linea con i precedenti esercizi. Il gruppo mette in guardia sull’impatto del Covid-19 che tuttavia per il primo trimestre non dovrebbe essere significativo.

unipol mediobanca 01-04-2020 — 02:47

Sorprese Consob: Unipol in Mediobanca e la Cina su Eni

Le partecipazioni emergono in virtù delle nuove soglie fissate all’1% (dal 3%) per le società a maggior capitalizzazione e al 3% (dal 5%) per quelle minori

continua la lettura