Lun 22 Aprile 2019 — 13:00

Il premier Conte cita Draghi: euro è “irreversibile”



Intervista al Fatto Quotidiano: “Mai avuto né io né i miei ministri intenzioni” di uscire dalla moneta unica. Tria non è nel mirino del governo, pace fiscale si farà

“L’Italia è solida e stabile, il debito pubblico è alto ma sostenibile. L’euro per noi è irreversibile”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano in edicola oggi.

Conte, a capo del governo giallo-verde formato da Movimento 5 Stelle e Lega, cita perciò la famosa frase ricorrente del presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui appunto “l’euro è irreversibile”.

Intervistato da Marco Travaglio, il presidente del Consiglio ha spiegato in proposito di non avere “mai avuto né io né i miei ministri intenzioni” di uscire dall’euro. “Io lavoro al Cigno Bianco, cioè ad agire con responsabilità per prevenire con la stabilità dei conti qualunque valutazione di inaffidabilità che possa innescare tempeste finanziarie”.

Quanto al ruolo del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, “non è in bilico, lui è il Cerbero che deve far di conto. Il suo mestiere, nessun allarme”, ha detto Conte precisando che che Tria non è nel mirino della maggioranza. “Voi non ci crederete, ma sono testimone diretto dei Consigli dei ministri: malgrado le voci di liti, non sono mai volate parole grosse o insulti. Se poteste assistere, vi annoiereste mortalmente. Per ora andiamo tutti d’accordo: anche quando ci sono posizioni diverse, la mia mediazione di giurista pragmatico vince sempre. E pure chi sembra più esuberante poi si rivela più ragionevole di quel che si dice”.

Il premier spiega poi il progetto della “pace fiscale” per i contribuenti.
“Giuro che non ci saranno condoni. Siccome abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle. Ma nessun condono come in passato, cioè interventi una tantum a quadro normativo invariato”. Infatti, “si azzera tutto, quale premessa necessaria e imprescindibile della riforma. Si ricomincia su basi nuove e si aumentano le pene per gli evasori”. In sostanza, “non sarà un condono: azzeramento delle pendenze a certe condizioni, poi semplificazione e fisco meno vessatorio con i contribuenti, ma più severo con gli evasori”.

Sulla flat tax Conte spiega che “la Costituzione impone giustamente la progressività fiscale. E noi la rispetteremo”.

Immancabile il tema dell’immigrazione, priorità del ministro dell’Interno e vice premier Matteo Salvini. “Per gestire sbarchi e migranti serve un comitato di crisi Ue”, ha detto al Fatto Quotidiano il presidente del Consiglio. “Martedì – ha continuato Conte – ho scritto la seconda lettera a Juncker e Tusk per chiedere che quel che è avvenuto domenica (ossia la suddivisione fra i paesi Ue degli immigrati sbarcati da una nave, ndr) diventi una prassi, affidata non più alle nostre telefonate ai partner, ma a un gabinetto o comitato di crisi sotto l’egida della Commissione Ue, che poi si faccia mediatrice con i vari governi”.

In futuro, “se poi – come confido avverrà – altri Paesi extraeuropei accetteranno di creare non hotspot, ma centri di protezione per esaminare le richieste di asilo, i veri profughi che avranno diritto di venire in Europa potremo portarli noi con corridoi umanitari, stroncando il traffico degli scafisti”. Infine, “in autunno organizzerò qui in Italia una conferenza sulla Libia”, dice Conte, perché “l’obiettivo non solo le elezioni entro dicembre ma la stabilizzazione del Paese”.

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