Mer 24 Aprile 2019 — 12:56

Alitalia: il governo lancerà nuova gara, Stato al 51%



Il sottosegretario Siri preannuncia una nuova procedura al via a settembre. Lufthansa e le altre pretendenti resterebbero in corsa per il ruolo di partner industriale

Tutto da rifare per la procedura di vendita di Alitalia: non ci sarà nessuno spezzatino, saranno fissati nuovi paletti e soprattutto lo Stato non rinuncerà a scendere sotto una quota del capitale superiore al 50%, mantenendo così il controllo della compagnia in cerca di rilancio.

A indicarlo è Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture che segue da vicino il dossier per conto del vicepremier Matteo Salvini, citato in un articolo del quotidiano Il Messaggero.

Il nuovo bando di gara dovrebbe essere pronto a settembre, con lo Stato in cerca di un partner industriale che metta al primo posto le garanzie sul fronte occupazionale e lo sviluppo di rete e flotta, ha detto Siri. “La rotta per Alitalia è stata tracciata perché ormai abbiamo raccolto quasi tutti i dati sullo stato di salute della compagnia. Degli errori del passato e della precedente gestione se ne occuperà, come noto, la magistratura perché questo esula dalle nostre competenze”, ha spiegato il sottosegretario al giornale romano.

“Stiamo preparando una procedura diversa che scatterà a settembre visto che fino ad oggi, al di là di tanti rumors e indiscrezioni, le manifestazioni di interesse arrivate non sono mai state approfondite”, ha precisato Siri.

In lizza per la restante quota del capitale di Alitalia resterebbero comunque le principali candidate Lufthansa, Air-France in tandem con Delta e EasyJet. I tedeschi, che sono quelli che hanno esercitato maggiori pressioni e sono tornati recentemente alla carica anche con una lettera ufficiale al Mise guidato da Luigi Di Maio, dovranno comunque rinunciare ai massicci tagli di personale ipotizzati (intorno alle 4.000 uscite).

“Deve essere chiaro – ha proseguito il sottosegretario targato Lega – che con questo esecutivo cambia completamente l’impostazione generale. Non ci sarà nessuna svendita, né tanto meno un depauperamento dell’azienda”.

Per fare questo “sarà necessario investire sulla flotta, aumentando i voli di lungo raggio, il business più redditizio”. Assieme alle manifestazioni d’interesse “chiederemo nel nuovo bando di presentare un piano articolato, con l’indicazione dell’hub di riferimento, dei livelli occupazionali, dei sistemi di prenotazione, della rete nazionale e internazionale su cui si vuole puntare per crescere”.

Sarà un buon investimento per lo Stato? Per Siri “dopo i tanti soldi spesi dagli italiani per salvare Alitalia, quasi 10 miliardi dal 2008 ad oggi, non possiamo accettare macelleria sociale o, peggio, un fallimento”.

Eni news 24-04-2019 — 10:53

Eni, primo trimestre previsto in crescita

Il gruppo dovrebbe chiudere i primi tre mesi dell’anno con un utile operativo adjusted di 2,53 miliardi dai 2,38 miliardi del primo trimestre 2018, con il contributo decisivo come sempre dell’esplorazione & produzione

continua la lettura