Finanzareport.it | Telecom (Tim) giù in Borsa, sarà battaglia legale sulla rete - Finanza Report

Gio 25 Luglio 2024 — 12:48

Telecom (Tim) giù in Borsa, sarà battaglia legale sulla rete



Il cda ha approvato a maggioranza l’offerta di Kkr nonostante le obiezioni del primo socio Vivendi e senza valutare il piano alternativo di Merlyn

tim uscite Pietro Labriola

Azioni Telecom Italia (Tim) negative a Piazza Affari dopo il via libera del cda all’offerta di Kkr per la rete. il titolo, che era partito con uno scatto di circa il 6%, ha quasi subito cambiato direzione e a metà mattina cede un -3,5% poco sopra 0,25 euro.

Telecom (Tim) la rete a Kkr (con il Mef)

Il cda Tim ha approvato ieri sera a maggioranza (11 voti favorevoli e 3 contrari) l’offerta di Kkr per la rete Tim, non curante delle obiezioni sollevate da mesi dal primo socio Vivendi, che chiedeva l’assemblea straordinaria, e del piano alternativo del fondo Merlyn (con l’ex manager Siragusa) che il board considera in sostanza un’azione di disturbo.

Quanto alla valutazione degli asset, si conferma ben al di sotto dei 31 miliardi rivendicati da Vivendi per la rete: il fondo americano ha messo sul piatto 20 miliardi che potrebbero diventare 22 con la fusione con Open Fiber. Il closing viene indicato entro l’estate 2024. Il Tesoro affiancherà presto Kkr nella cordata, investendo oltre 2 miliardi per il 20%, e dovrebbe unirsi anche il fondo F2i.

L’offerta vincolante della società denominata Optics Bidco (veicolo controllato da Kkr) valorizza NetCo, esclusa Sparkle, a un Enterprise value di 18,8 miliardi di euro, senza considerare eventuali supplementi di prezzo, legati essenzialmente a una potenziale fusione con Open Fiber, “che potrebbero aumentare il valore sino a 22 miliardi di euro”, spiega in una nota il cda guidato da Pietro Labriola (nella foto). Il deal consentirebbe di tagliare il debito di circa 14 miliardi al closing.

fascia dimagrante

Da migliorare invece la proposta non vincolante che il fondo Kkr aveva messo sul tavolo separatamente per Sparkle.

cuscino lattice economico

Telecom (Tim) verso una battaglia legale?

Il cda Telecom (Tim) ha ritenuto superfluo passare al vaglio dell’assemblea straordinaria, dove verosimilmente l’opposizione di Vivendi avrebbe fatto la differenza, poiché l’operazione non cambia l’oggetto sociale della compagnia. Sia il board sia Vivendi si sono fatti supportare da pareri legali.

Fra i piccoli azionisti, quelli riuniti nell’Asati erano usciti allo scoperto nei giorni scorsi appoggiando il cda “sull’importante offerta allo studio”, esortando il Consiglio “a prendere rapidamente una decisione chiara su questo tema”, così come avevano fatto alcune associazioni dei dipendenti, mentre i sindacati avevano chiesto di fare chiarezza.

Ora Vivendi parla di “decisione illegittima”, mentre Merlyn ha scritto in una nota che la scelta del cda Tim di approvare l’offerta di Kkr “senza sottoporre la decisione ad un voto dell’assemblea dei soci è irrispettosa e sbagliata”.

Il socio francese in particolare ritiene che la deliberazione adottata dal consiglio di amministrazione, senza passare dall’assemblea degli azionisti, sia illegittima e comporti la responsabilità degli amministratori di Tim che hanno votato a favore dell’operazione: “Conseguentemente, rimasti inascoltati tutti gli appelli alla ragionevolezza, Vivendi utilizzerà ogni strumenti legali a sua disposizione per contestare questa decisione e tutelare i suoi diritti e quelli di tutti gli azionisti”.

Equita

Mercato dunque poco entusiasta ed estremamente cauto. Non così invece gli analisti di Equita, secondo cui l’operazione “risolve il tema leverage” ossia il problema del fardello del debito, “e apre opportunità strategiche per il resto del gruppo”. Vivendi, segnala il broker, “ha fatto sapere di ritenere la decisione del Cda illegittima e di voler utilizzare ogni strumento legale per contestare la decisione, ma riteniamo che le chance di bloccare l’operazione a questo punto siano limitate. Non vediamo rischi inoltre sulle condizioni sospensive”.

L’operazione, proseguono gli analisti della Sim milanese “risolve il tema dell’eccesso di debito di Tim portando il leverage sotto le 2 volte (prima della possibile vendita di Sparkle). Non sono ancora noti i dettagli ma la società ha ribadito di non avere obblighi di minimi garantiti (in valore o in volume) con NetCo, mentre NetCo sarà il fornitore privilegiato di Tim, ma a condizioni di mercato. Si riduce infine l’intensità di capitale di Tim, a fronte del venir meno di una parte di business regolata, ma esposta alla crescente competizione di Open Fiber”.

La valutazione di Equita pari a 3,1 volte per ConsumerCo e 7,4 per EnterpriseCo con il deleverage indicato porta il broker a calcolare a un valore di 34 centesimi, a cui aggiungere una parte di valore legata agli earn-out (fino a un massimo di 15 centesimi), “con un grado di visibilità ora molto più elevato rispetto alle scorse settimane”. Equita conclude sottolineando che sarà da verificare inoltre l’effettivo valore di Sparkle, del deleverage, dei profili di Ebitda e Capex del business di ServCo, nonché le opzioni strategiche che potranno emergere in particolare per ConsumerCo ed EnterpriseCo.

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