Ven 28 Febbraio 2020 — 20:24

Popolare Sondrio, da Ue primo via libera a riforma popolari



Secondo le conclusioni dell’avvocato generale della Corte Ue, la riforma non viola il diritto europeo. Il parere non è tuttavia vincolante

popolare Sondrio

Le riforma 2015 delle banche popolari non viola il diritto Ue. Così l’avvocato generale della Corte dell’Ue, il cui parere non è vincolante ma influisce sul verdetto dei giudici. Un dossier, quello della riforma delle popolari, che interessa da vicino la Banca Popolare di Sondrio, unico istituto a non essersi adeguato assieme alla Popolare di Bari (che lo farà nell’ambito del salvataggio misto pubblico-privato).

Il parere sulla cosiddetta “riforma Renzi” è stato espresso in merito ad un procedimento pregiudiziale promosso dal Consiglio di Stato, che chiedeva di chiarire se la normativa fosse compatibile con le regole dell’Ue, alla luce di ricorsi promossi da soci di banche popolari, Adusbef e Federconsumatori.

In base alla legge, l’attivo delle banche popolari non può superare gli 8 miliardi di euro. In caso di superamento di tale soglia, la banca dovrà ridurre il proprio attivo oppure procedere, alternativamente, alla trasformazione in società per azioni o alla liquidazione. Tutte le banche popolari sopra tale soglia si sono adeguate tranne la Popolare Sondrio e la Bari.

La nuova normativa italiana prevede, inoltre, che, in caso di recesso di uno dei soci in occasione della trasformazione di una banca popolare in società per azioni, il suo diritto al rimborso delle azioni può essere limitato, anche totalmente e anche a tempo indeterminato, ove ciò sia necessario ad assicurare che il capitale della banca sia sufficiente ad evitare un default.

Nelle sue conclusioni odierne, l’avvocato generale Gerard Hogan (Irlanda), osserva che il diritto dell’Unione “non impone né osta a una normativa nazionale che prescrive la soglia di attivo di 8 miliardi di euro”.

L’avvocato generale rileva che la soglia “implica certamente una restrizione tanto alla libertà di stabilimento quanto alla libera circolazione dei capitali. Questa normativa, infatti, può ridurre l’interesse degli investitori in Italia, in altri Stati membri e anche in Stati terzi ad acquisire una partecipazione nel capitale di una banca popolare”.

Tuttavia, “la limitazione appare giustificata dalla finalità di garantire una sana governance e la stabilità del settore bancario nel suo complesso in Italia e, in particolare, del settore bancario cooperativo. Spetterà poi al giudice nazionale stabilire se nel caso di specie le limitazioni siano necessarie e proporzionate rispetto alle finalità perseguite”.

Quanto ai limiti al tema del rimborso delle azioni l’avvocato generale osserva che “il legislatore europeo ha ritenuto che l’interesse pubblico a garantire un’opportuna salvaguardia prudenziale nei confronti dell’ente creditizio interessato sia prevalente rispetto agli interessi privati dei soci che intendono ottenere il rimborso delle proprie azioni”. Tale disciplina, inoltre, “non crea un sistema di aiuti di Stato in quanto le risorse in questione non sono di natura pubblica, bensì privata, in quanto provengono dai soci delle banche”.

In Borsa alle ore 11,30 le azioni Banca Popolare Sondrio balzano con un +6,86% a 2,18 euro.

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