Mer 24 Aprile 2019 — 13:00

Costruzioni, anche Cmc chiede il concordato



La cooperativa ravennate getta la spugna e segue le orme di Astaldi, Condotte e Grandi Lavori Fincosit

La crisi del settore delle costruzioni fa un’altra vittima. La Cmc di Ravenna si è dovuta infatti arrendere alle conseguenze della forte tensione finanziaria prodotta dai ritardi nei pagamenti e ha deciso di seguire la strada intrapresa da Astaldi, Condotte e Grandi Lavori Fincosit con la richiesta del concordato preventivo.

L’azienda delle costruzioni, da tempo in difficoltà come dimostrato dalla decisione di alcuni giorni fa di rinviare il pagamento delle cedole su un bond, ha in particolare scelto di chiedere l’ammissione alla procedura di concordato preventivo “con riserva”.

L’istanza, destinata a evitare il fallimento e a tutelare l’azienda dai creditori, sarà depositata domani presso il Tribunale di Ravenna.

La decisione di accedere al concordato con riserva è stata presa alla luce dell’indagine interna avviata con l’ausilio degli advisor legali e finanziari, rispettivamente Andrea Zoppini e Mediobanca, dopo l’emergere dei primi problemi finanziari generati da oltre 100 milioni di mancati pagamenti. Dunque, ha spiegato il Cda, “nell’attuale frangente di tensione finanziaria di cassa”, l’accesso al concordato rappresenta “il percorso più efficace per porre in sicurezza il patrimonio della società e tutelare, in tal modo, tutti i portatori di interessi”.

Il piano concordatario, destinato a risanare l’esposizione debitoria delle società ravennate e a rimettere in equilibrio la sua situazione finanziaria “attraverso il presumibile ricorso al concordato con continuità aziendale”, risulta già “in fase di avvio di elaborazione”, ma “necessita di ulteriore tempo per essere finalizzato e formalizzato”.

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