Sab 06 Marzo 2021 — 12:06

Pensioni: quali novità aspettarsi da Draghi? Una previsione



Il nuovo governo avrà il compito, tra le altre cose, di intervenire sul sistema pensionistico italiano, in vista della scadenza di Quota 100

pensioni draghi

Il nuovo governo Draghi avrà il compito, tra le altre cose, di intervenire sul sistema pensionistico italiano, in vista della scadenza di Quota 100 fissata per il 31 dicembre 2021; caldeggiata da Matteo Salvini, Quota 100 non incontra, però, il favore del nuovo premier.

La finestra aperta da Quota 100, che consente di ritirarsi dal lavoro a 62 anni e 38 anni di contributi, non durerà per sempre: pensata come una sperimentazione di durata triennale, verrà seguita da una fase in cui non sarà più possibile per gli italiani andare in pensione prima dei 67 anni di età. Se Quota 100, da proposta provvisoria, divenisse definitiva, la spesa pensionistica del nostro Paese diventerebbe estremamente onerosa (nonché rischiosa, a livello di conti pubblici) e tale prospettiva non sembra piacere né a Mario Draghi né all’ Europa.

L’ opinione di Draghi

Sebbene Draghi non abbia ancora esternato i punti chiave del suo programma di governo, ad oggi risulta assai difficile la conferma dell’ attuale età pensionabile degli italiani. L’ ex governatore della Bce, infatti, già durante gli ultimi anni del suo incarico presso la Banca d’ Italia, aveva auspicato un allungamento della vita lavorativa con l’obbiettivo di assicurare ai futuri anziani un reddito minimo adeguato.

La possibilità di usufruire della pensione anticipata garantita da Quota 100 può risultare più o meno conveniente a seconda della propria situazione contributiva. Prima di decidere di abbandonare definitivamente il mondo del lavoro, però, è preferibile raccogliere quante più informazioni a riguardo. Ad esempio, il suggerimento è quello di affidarsi a portali specializzati come Inpensione.com che offre una guida su come calcolare la pensione lorda e netta al fine di avere un quadro quanto più completo della futura situazione pensionistica.

I requisiti per la pensione anticipata

Una volta calcolato ciò che rimarrà della pensione al netto delle imposte, è possibile valutare se è presente la possibilità o meno di accedere alla pensione anticipata. Sul sito dell’ Inps è possibile consultare una guida relativa a questo argomento, al fine di orientare l’ utente a fare la scelta migliore. La prima valutazione consiste nel verificare se si hanno i requisiti contributivi e di età richiesti dal Governo.

Poi, si può procedere con il conteggio dei contributi presenti nel proprio estratto conto contributivo; una volta appurate queste informazioni, è possibile stabilire a quale tipologia di pensione anticipata si può ricorrere. Chiunque possegga almeno un anno di lavoro effettivo svolto prima dei diciannove anni di età, ad esempio, può aderire alla  pensione anticipata per lavoratori precoci. Se si è donna e con più di 58 (o 59 per le autonome) anni di età e 35 di contributi, è prevista dall’ Inps il programma Opzione donna. Inoltre, il già citato Quota 100 garantisce la pensione anticipata a chi ha minimo 38 anni contributivi e 62 anni anagrafici.

L’ accompagnamento alla pensione

Una volta stabilito quanti anni contributivi mancano al raggiungimento della soglia minima, è opportuno valutare quali forme di integrazione sono disponibili per raggiungere la fatidica soglia. L’ Inps prevede la possibilità di usufruire di misure di accompagnamento alla pensione.

Questa opzione, che il Governo ha prorogato fino al 2023, è legata alla procedura dell’ isopensione; in pratica, chi raggiunga la soglia contributiva minima nei sette anni successivi alla data di fine del rapporto lavorativo, può andare in pensione con un assegno erogato dal datore di lavoro. Questa retribuzione sarà pari all’ importo esatto della futura pensione. Tuttavia, l’ accompagnamento alla pensione si applica esclusivamente ai lavoratori del settore privato, con più di quindici dipendenti e la cui azienda abbia stipulato degli accordi sindacali.

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