Ven 24 Maggio 2019 — 10:11

Saipem, Eni, Tenaris avanzano con il petrolio su sanzioni a Iran



Il prossimo 2 maggio infatti gli Usa non rinnoveranno le esenzioni di 180 giorni concesse ad otto Paesi, fra cui l’Italia. Per chi non si adegua è prevista la tagliola delle sanzioni americane

eni saipem petrolio tenaris news

Le azioni di Saipem, Eni e Tenaris approfittano oggi in Borsa dei nuovi rialzi del petrolio in scia al giro di vite dell’amministrazione Usa nei confronti dell’Iran. Gli analisti tuttavia sono prudenti sull’eventualità di un forte rally del greggio dopo la mossa americana.

Il greggio è balzato ieri dopo l’annuncio da parte dell’amministrazione di Donald Trump di uno stop totale all’import di petrolio iraniano. Il prossimo 2 maggio infatti gli Usa non rinnoveranno le esenzioni di 180 giorni concesse ad otto Paesi, fra cui l’Italia. Per chi non si adegua è prevista la tagliola delle sanzioni Usa.

Stamani il Brent scambia sopra i 74 dollari e il Wti a circa 66 dollari al barile.

Gli altri sette Paesi oltre all’Italia sono Cina, Turchia, India, Giappone, Corea del Sud Taiwan e Grecia.

L’Eni ha precisato di essere già fuori dal Paese e di non aver effettuato importazioni di greggio nel periodo dell’esenzione.

Prima della reintroduzione delle sanzioni usa all’Iran, il Paese degli ayatollah era fino ai mesi scorsi il quarto produttore Opec con circa 3 milioni di barili di petrolio giornalieri. Tuttavia la ripresa dell’embargo ha fatto sentire i suoi effetti e ad aprile scorso le esportazioni di Teheran non hanno raggiunto 1 milione di barili.

Gli analisti di Barclays hanno spiegato oggi che la mossa americana giunge abbastanza a sorpresa. Stesso commento da Goldman Sachs, che tuttavia non si aspetta ora un rally dei prezzi del greggio, con una previsione confermata a 70-75 dollari nel secondo trimestre.

In Borsa intanto alle ore 9,34 le azioni Tenaris si mettono in luce con un +2,7%, con Saipem a +2,5% ed Eni a +1,75%. Il Ftse Mib scambia poco sotto la parità.

carige news 23-05-2019 — 12:50

Carige in liquidazione come le banche venete? Gli azionisti tremano

Lo Stato interverrebbe comunque, ma gli azionisti sarebbero azzerati. La Bce continua a puntare sulla soluzione privata

continua la lettura