Mer 08 Dicembre 2021 — 14:39

Webuild ha concluso l’acquisizione del 65% di Astaldi



Pietro Salini: è la più rilevante operazione di sistema nell’ambito di Progetto Italia. Ora si lavora a piano industriale triennale

Webuild annuncia in una nota il completamento dell’acquisizione del 65% di Astaldi, portando così a conclusione la più rilevante operazione di acquisizione prevista all’interno del Progetto Italia, il nuovo colosso delle costruzioni messo in piedi con Cdp e banche.

Nasce un gruppo specializzato nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse per la mobilità sostenibile, l’energia idroelettrica, l’acqua e i green buildings, leader sul mercato italiano e tra i principali player di settore a livello internazionale con un portafoglio ordini di oltre 40 miliardi di euro.

L’operazione è stata perfezionata attraverso un aumento di capitale per cassa in Astaldi pari a 225 milioni riservato a Webuild, destinato in parte al pagamento dei debiti privilegiati e prededucibili e in parte a servizio del piano di continuità.

Da parte sua Astaldi comunica che è stato completato anche l’aumento dedicato ai creditori chirografari, così come l’emissione a favore di questi ultimi di strumenti finanziari partecipativi.

Webuild ha finanziato l’operazione con la liquidità disponibile riveniente dall’aumento di capitale interamente sottoscritto e versato a novembre 2019, da parte di Salini Costruttori, Cdp Equity, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unicredit e altri investitori istituzionali.

Il gruppo sta lavorando ora a un piano industriale triennale.

“E’ un momento di grande soddisfazione per il Gruppo Webuild e l’avvio di un
percorso per un polo più grande e competitivo che ci fa guardare con ottimismo al futuro del settore in Italia”, il commento dell’ad di Webuild, Pietro Salini.

“L’acquisizione da parte di Webuild del 65% di Astaldi ci permette di concludere la più rilevante operazione di
sistema nell’ambito di Progetto Italia e di concentrarci sulle migliori opportunità di business che il mercato
sta presentando, con un Gruppo da oltre 70.000 persone e con un portafoglio ordini di circa 40 miliardi di
euro. Più grandi, più solidi, più organizzati, più efficienti”, prosegue Salini.

“L’operazione nel suo complesso – ha proseguito – è stata possibile grazie al contributo delle principali istituzioni pubbliche e private italiane – Cdp Equity, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm – e di un significativo pool di investitori qualificati, tra cui l’imprenditore Leonardo Del Vecchio, che hanno creduto in un’iniziativa che solo un anno fa sembrava pioneristica e che invece oggi diventa realtà. Questa fiducia ha permesso di salvaguardare e creare nuovo lavoro, dando impulso a tutta la filiera industriale e valorizzando il know how italiano: 5.000 medie piccole e piccolissime aziende al lavoro insieme a noi nei 5 progetti in
Italia”.

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