Mer 05 Agosto 2020 — 00:53

Usa-Iran, per Ubs “impatto moderato” su Borsa e mercati



Confermato il sovrappeso sulle azioni globali e Wall Street. Il petrolio potrebbe consolidare, oro sostenuto da debolezza del dollaro

banche analisti ubs

Le tensioni tra Usa e Iran sembrano destinate a proseguire, “ma il nostro scenario di riferimento non prevede un’escalation di rilievo, poiché i due Paesi non hanno interesse a scatenare un conflitto militare di più ampia portata”. Così in una nota Mark Haefele, Global Chief Investment Officer Wealth Management di Ubs, secondo cui è possibile prevedere un “impatto moderato” su Borsa e mercati delle ultime schermaglie geopolitiche.

Usa-Iran, su Borsa e altri mercati impatto limitato secondo Ubs

Il raid iraniano di questa mattina contro una base Usa in Iraq “dovrebbe avere un impatto limitato e di breve durata sui mercati finanziari. Manteniamo il sovrappeso sulle azioni statunitensi e dei mercati emergenti e continuiamo ad aspettarci una stabilizzazione del greggio su livelli più bassi”.

Il recente aumento delle tensioni geopolitiche, per il direttore degli investimenti di Ubs, “sottolinea l’importanza della diversificazione globale e rafforza la nostra convinzione che i beni rifugio, come l’oro e lo yen giapponese, possano aiutare ad abbassare la volatilità del portafoglio”.

Valute rifugio

L’attacco, confermato dal Pentagono, ha fatto seguito al raid aereo compiuto la scorsa settimana dagli Stati Uniti in Iraq, nel quale è stato ucciso il leader militare iraniano Qasem Soleimani. “Le valute rifugio, ovvero lo yen giapponese e il franco svizzero, hanno registrato un rialzo, ma di modesta entità”, spiega Haefele. “entrambi sono saliti di non più di 50 punti base, mentre il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni è sceso a quasi l’1,70%, per poi riprendersi. Il greggio Wti e l’oro sono saliti rispettivamente del 5% e del 2,3%, prima di stabilizzarsi su livelli più bassi”.

“Riteniamo comunque probabile un qualche tipo di risposta da parte degli Stati Uniti, dato che il Presidente Trump ha già minacciato di colpire 52 bersagli in Iran in caso di ritorsioni di Teheran per l’uccisione di Soleimani”, prosegue Ubs.

“Tuttavia, i due Paesi non hanno interesse a perseguire un’ulteriore escalation e il nostro scenario di riferimento continua a escludere un conflitto militare di più ampia portata”.

Petrolio e oro

“Manteniamo quindi il nostro sovrappeso sulle azioni globali e statunitensi. A meno che si verifichino gravi perturbazioni, ci sembra improbabile che le quotazioni del greggio possano mantenersi a lungo sui livelli attuali”.

Per quanto riguarda l’oro, “la modesta crescita economica e il calo dei tassi d’interesse reali negli Stati Uniti riducono il costo opportunità legato a una posizione sull’oro. Dato che le quotazioni aurifere sono espresse in dollari, l’indebolimento del dollaro che ci aspettiamo per il 2020 dovrebbe favorire un rialzo dell’oro”.

intanto dopo le vendite di stamattina le Borse europee hanno recuperato e a metà pomeriggio a Piazza Affari il ftse Mib scambia in rialzo dello 0,3%, mentre Wall Street ha aperto poco mossa.

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