Ven 23 Aprile 2021 — 07:34

Unicredit, i proxy advisor promuovono Orcel ma dubbi sul suo stipendio



In vista dell’assemblea del 15 aprile, i consulenti raccomandano ai fondi il voto favorevole alla lista del cda, ma non alla nuova politica di remunerazione

Andrea Orcel fusione unicredit mediobanca

Via libera dei proxy advisor Iss e Glass Lewis alla lista del cda di Unicredit, in vista dell’assemblea del 15 aprile chiamata a rinnovare i vertici.

I proxy, che svolgono un ruolo di consulenza per i soci istituzionali, consigliano però il voto contrario sul punto relativo alla remunerazione del nuovo ceo di Unicredit,  Andrea Orcel.

Nel mirino non è tanto l’importo dello stipendio, definito comunque “eccessivo”, quanto il meccanismo della remunerazione che porterebbe l’ex banchiere d’affari a guadagnare fino a 7,5 milioni.

Il prestigio di Andrea Orcel, e le aspettative riposte nel manager romano, in termini di rilancio e M&A, hanno spinto Unicredit ad accordare al nuovo ceo un pacchetto remunerativo che si articola in una componente fissa da 2,5 milioni e una variabile fino a 5 milioni.

Per il 2021, la componente variabile sarebbe trasformata in un bonus in azioni slegato dalla performance.

Secondo Iss, “merita un voto contrario per la problematica remunerazione del nuovo ceo”. Glass Lewis invita gli azionisti a votare contro la nuova politica citando “la struttura del pacchetto di remunerazione del ceo, che comprende un premio in azioni non collegato alla performance e non soggetto a clausole di restituzione”.

Intanto in Borsa le azioni Unicredit consolidano in linea con il comparto bancario: alle ore 10,32 il titolo segna -0,36% a 9,108 euro all’indomani di un +2%.

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