Mer 30 Novembre 2022 — 01:45

Unicredit, Borsa snobba ennesime voci su matrimonio con Commerzbank



Indiscrezioni del Financial Times. Intanto il ceo Andrea Orcel torna a ridimensionare i timori sull’esposizione alla Russia

orcel

Unicredit non reagisce in Borsa agli ennesimi rumors su una potenziale fusione con Commerzbank, che peraltro sarebbe sfumata per colpa della crisi ucraina. Intanto il ceo Andrea Orcel, interpellato da Bloomberg Tv, torna a ridimensionare gli allarmi sull’esposizione alla Russia.

Peraltro Unicredit in Borsa ha recuperato solo nell’ultima settimana circa il 20%, riaffacciandosi alla soglia dei 10 euro.

Quanto alle voci su Unicredit Commerzbank, rilanciate oggi dal Financial Times, le due banche sarebbero state sul punto di avviare colloqui per una fusione prima che lo scoppio della guerra in Ucraina fermasse l’operazione.

Secondo il giornale della City all’inizio del 2022 l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, aveva pianificato con il suo omologo, Manfred Knof, un incontro per discutere di una integrazione tra Commerzbank e la controllata tedesca di Unicredit, Hvb. Dall’operazione , Unicredit Commerzbank, già esplorata senza esito nel 2019, sarebbe nato il secondo gruppo bancario tedesco, con 785 miliardi di euro di asset, oltre mille filiali, e 48 mila dipendenti.

Andrea Orcel unicredit piano

Andrea Orcel

Una fusione – scrive il Ft – a cui gli analisti guardano da lungo tempo con favore, a causa delle ridotte sovrapposizioni tra i due istituti. Orcel e Knof avevano programmato un incontro in Germania all’inizio del 2022 ma lo scoppio della guerra avrebbe spinto Unicredit a concentrarsi sulla gestione della sua esposizione in Russia.

Andrea Orcel, interpellato da Bloomberg Tv anche sul tema M&A, ha spiegato: “Vogliamo rafforzare la nostra posizione nel nostro perimetro”. Tornando a precisare: “Se troveremo acquisizioni che abbiano senso dal punto di vista strategico, che rafforzino la nostra posizione, che accelerino il piano che abbiamo nel singolo Paese o nei segmenti di clientela che abbiamo, e che possano essere fatte a condizioni interessanti, le faremo”.

“UniCredit è stata costruita con una visione e la visione era quella di essere la banca per l’Europa”, ha ricordato il manager nel sottolineare che “se c’è un aspetto positivo nella tragedia che stiamo vivendo con la Russia e l’Ucraina, è che l’Europa sembra essersi riunita”.

Per quanto riguarda la situazione in Russia, le opzioni di Unicredit sulla controllata “sono molto influenzate dalla prossima ondata di sanzioni, da chi sono le controparti, da cosa possiamo fare, da cosa non possiamo fare”, ha spiegato il ceo. “Allo stesso tempo non dobbiamo dimenticare che abbiamo 4.000 dipendenti in Russia. abbiamo 1.500 aziende clienti”.
Qualunque sia l’esito, Orcel esclude che, nel peggiore dei casi, l’uscita dalla Russia comporti un ulteriore aumento di capitale, dopo i quasi 2 miliardi di euro di accantonamenti e svalutazioni effettuati nel primo trimestre. “Dobbiamo ricordare che il 95% della banca non è in Russia. E non possiamo commettere l’errore di dedicare tutto il tempo alla Russia”, spiega il manager. “Abbiamo una ‘situation room’ completamente impegnata” nella gestione dell’esposizione. “Il resto del team è concentrato al 105% o 110% sulla gestione del resto dell’equazione”.

In Borsa alle ore 10,33 le azioni Unicredit trattano poco mosse con un -0,17% a 9,748 euro, in linea con l’intonazione odierna del mercato; a Francoforte Commerzbank guadagna oltre 1 punto percentuale.

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