Lun 09 Dicembre 2019 — 09:51

Ubi, accordo sulle esternalizzazioni



Si tratta di rami d’azienda che confluiranno nelle newco di Accenture e Bcube. I lavoratori coinvolti sono 102, cui vanno sommati 95 dipendenti in distacco su vari poli del gruppo

Ubi accordo

Nel gruppo Ubi è stato firmato un duplice accordo sull’esternalizzazione di rami d’azienda che confluiranno nelle newco di Accenture e Bcube. I lavoratori coinvolti sono 102, cui vanno sommati 95 dipendenti in distacco su vari poli del gruppo. Ne dà notizia la First Cisl, che commenta positivamente l’intesa raggiunta.

Per tutti è previsto il riconoscimento del contratto nazionale del credito. Viene inoltre garantita la contrattazione integrativa attualmente vigente in Ubi per 5 anni, al termine dei quali sarà applica sarà applicata quella delle due società cessionarie. Qualora dovessero verificarsi tensioni occupazionali nei prossimi 15 anni, i lavoratori potranno chiedere di rientrare nel gruppo Ubi.

La possibilità di rientro è prevista anche nei casi di diversa dislocazione della sede operativa (oltre i 75 km), di trasferimento dei rapporti di lavoro a vario titolo ad una nuova società – salvo che questa non si impegni all’applicazione dell’ accord – o di mancato rinnovo del contratto di fornitura. Si tratta a tutti gli effetti di un’intesa che migliora quelle raggiunte finora in tema di esternalizzazioni.

“Pur ribadendo la nostra totale ed assoluta contrarietà ad operazioni che comportino l’uscita dal perimetro del gruppo di lavoratrici e lavoratori – afferma la segretaria nazionale di First Cisl con delega sul gruppo Ubi, Sabrina Brezzo – esprimiamo comunque soddisfazione per le garanzie ottenute per le colleghe ed i colleghi coinvolti e per il mantenimento dell’area contrattuale, tema di estrema importanza ancor più in un momento così cruciale per il rinnovo del contratto nazionale”.

“Le importanti e concretissime tutele ottenute – aggiunge Giuseppe Cassella, segretario responsabile della Sas di gruppo di Ubi – assumono ulteriore valore, oltre che in ottica della doverosa tutela di tutti i lavoratori oggetto delle operazioni (compresi quelli in distacco), anche in termini di significativo e positivo precedente per il gruppo e per l’intero settore, anche alla luce dell’estensione delle stesse ai colleghi coinvolti in analoghe operazioni per le quali avevamo sottoscritto precedenti accordi nel gruppo”.

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