Lun 18 Febbraio 2019 — 02:04

Tim: Vivendi non molla la presa, ipotesi assemblea



Ore cruciali per il gruppo in vista del cda di domenica che deve nominare il successore di Genish. Intanto S&P conferma il rating ma taglia l’outlook

Ore cruciali per Tim all’indomani di una fumata nera in Comitato nomine e alla vigilia di fatto di un board (domenica) che dovrebbe dare l’investitura ufficiale al nuovo amministratore delegato del gruppo.

Intanto, citando la fase di incertezza, l’agenzia Standard and Poor’s ha confermato il rating di lungo termine di Tim a BB+ ma ha abbassato l’outlook a stabile da positivo.

La riunione di ieri del Comitato nomine si è conclusa con un’impasse e due nomi sulla carta: quello di Alfredo Altavilla, ex uomo Fiat e braccio destro di Marchionne, e quello a sorpresa del commissario di Alitalia Luigi Gubitosi. Entrambi i consiglieri sono approdati a Tim nella scorsa primavera in quota Elliott e la duplice candidatura ha fatto emergere una imprevista spaccatura nello schieramento del fondo americano.

Pertanto è allo studio una soluzione, che potrebbe passare da una nuova riunione del Comitato nomine in tempo utile per consegnare al board di domenica un nome condiviso.

Intanto l’altro azionista Vivendi, titolare del 24% del capitale e tuttavia relegato in minoranza nel cda, non molla la presa e prepara le contromosse per vendicare la brusca defenestrazione dell’ad Amos Genish. Fra queste c’è la possibile richiesta di un’assemblea per la resa dei conti. Secondo indiscrezioni di stampa Vincent Bolloré sarebbe orientato ad accelerare i tempi e la mossa potrebbe già concretizzarsi addirittura nel cda di domenica.

Da parte sua il ceo della media company francese, Arnaud De Puyfontaine, ha dichiarato a proposito delle intenzioni di Vivendi che “siamo azionisti di lungo termine”. Il manager, nel corso della conference sui conti del gruppo, rispondeva alla domanda di un analista su un possibile interesse di Orange e di un disimpegno di Vivendi da Tim.

Intervenendo poi stamani a Barcellona, nel corso della Tmt conference organizzata da Morgan Stanley nella città catalana, De Puyfontaine ha definito l’ipotesi di una separazione totale della rete di Tim una “follia”.

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