Mer 30 Novembre 2022 — 00:39

Tim rete e Cdp, spunta nuovo piano del governo



Il progetto secondo gli ultimi rumors prevede che la Cdp rilevi la maggioranza e il controllo, mentre Telecom resterebbe azionista con una quota minima da valorizzare in un secondo tempo

tim advisor

Per il passaggio della rete Tim a Cdp e la sua potenziale fusione con Open Fiber, spunta un nuovo piano del governo.

Tim, nuovo piano del governo

Il nuovo piano del governo per Tim, che viene anticipato dal quotidiano La Repubblica, andrebbe a superare il piano Minerva e le varie ipotesi di opa Cdp su Telecom.

La rete unica, ovvero quella che dovrebbe nascere dall’intreccio tra l’infrastruttura di Telecom e la rivale Open Fiber, va avanti con uno schema diverso da quello originario, e alternativo al piano Minerva, messo a punto dall’oggi sottosegretario Alessio
Butti di FdI nelle settimane precedenti al voto”, scrive il giornale.

Il nuovo progetto, secondo la ricostruzione di stampa, fa capo al ministro delle imprese e del made in Italy (Mimit) Adolfo Urso, che domani potrebbe ricevere le deleghe sulle telecomunicazioni. Lunedì in particolare è convocato un Consiglio dei Ministri per affinare lo schema di governo.

Rete Tim, maggioranza a Cdp

Il nuovo piano potrebbe prevedere che la Cdp (che ha il 10% di Tim e il 60% di Open Fiber) rilevi la maggioranza e il controllo, ma garantisca a Telecom adeguamenti di prezzo futuri. Infatti l’aumento dell’inflazione e il balzo dei tassi hanno ridotto il valore della rete al punto che le stime iniziali di ricavarne 23-24 miliardi sarebbero giudicate ottimistiche.

Tuttavia Tim non può neanche essere costretta a svendere il suo asset principale per 16-17 miliardi, cifra che non risolverebbe il problema del suo debito.

Advisor Tim e Cdp

Per questo motivo, stando sempre alla ricostruzione, gli advisor di Tim (Goldman Sachs, Mediobanca e Vitale) e quelli di Cdp (Credit Suisse) starebbero studiando un modo per concedere a Tim una valutazione superiore. La società guidata da Pietro Labriola potrebbe cedere subito la quota di maggioranza, restando azionista con una quota minima da valorizzare in un secondo tempo. La vendita a tappe (o di alcuni pezzi) permetterebbe a Tim di incassare di più e alla Cdp di pagare di meno ora che è a corto di capitale. La questione della valutazione della rete Tim, ricordiamo, ha messo già ai ferri corti i soci Cdp e Vivendi (al 24% circa di Telecom).

Salvo il placet della Ue, l’obiettivo del nuovo governo di portare la rete sotto il controllo pubblico sarebbe assicurato. Quanto ai tempi, servirebbe qualche giorno in più, e l’offerta non vincolante potrebbe slittare dal 30 novembre ai primi di dicembre: in proposito Cdp ha in agenda un cda ordinario il 24 novembre e uno il 16 dicembre.

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