Ven 27 Maggio 2022 — 15:32

Tim, conto alla rovescia per accordi con Cdp su rete unica



Verso un cda della Cassa la prossima settimana, ma dopo il 4 aprile quando è attesa la risposta di Kkr sulla conferma o meno dell’offerta su Telecom

tim labriola

Conto alla rovescia per i potenziali accordi tra Tim e Cdp che dovrebbero gettare le basi per la rete unica Tim Open Fiber. La Cassa dovrebbe tornare a riunire il cda la prossima settimana, ma dopo il 4 aprile quando è attesa la risposta di Kkr sulla conferma o meno dell’offerta su Telecom.

Un dossier quest’ultimo che potrebbe anche definitivamente uscire di scena, assieme alla proposta di opa a 0,505 euro, tanto più che i soci Vivendi e Cdp preferirebbero puntare sul piano dell’ad Pietro Labriola che porta alla separazione della rete.

Tim (dove Cdp ha il 10%) e Open Fiber (Cdp al 60% con Macquarie al 40%) dovrebbero così rilanciare le discussioni sulla fusione. Oggi il Messaggero ha ricostruito quali potrebbero essere le prossime tappe del riavvicinamento.

Giovanni Gorno Tempini

Giovanni Gorno Tempini

Cdp deve riunire un cda straordinario prima di firmare il Non disclosure agreement (Nda) con Tim, per avviare il percorso verso la rete unica con Open Fiber che verrà dettagliato nel successivo Memorandun of understanding (Mou).

La Cdp tuttavia non riunirà il cda fino a lunedì 4, quando scadrà il termine posto dal cda di Tim al fondo Kkr per scoprire le sue carte sull’offerta. Quindi il cda ad hoc di Cassa potrebbe tenersi martedì 5 o mercoledì 6 per prendere una decisione formale sull’accordo preliminare con Tim. E proprio per la presenza di parti correlate, la delibera dovrà avvenire all’unanimità e con l’astensione di Gorno Tempini.

L’Nda non vincolante stabilirà i primi passi per valutare la fattibilità della rete unica. Secondo la ricostruzione di stampa, in questo primo accordo verrà fissata una scadenza di un mese per sottoscrivere un Mou che definisca nel dettaglio tempi e modi delle valutazioni degli asset da mettere insieme.

Nel consiglio di ieri, è stato fatto solo un cenno al tema. L’ad Dario Scannapieco avrebbe solo sottolineato che sino al 31 marzo, cioè alla giornata di ieri quando alle 13 scadeva il termine per la presentazione delle offerte nella gara del governo per le aree grigie (zone geografiche senza una adeguata connettività), il tema di un accordo con Open Fiber non poteva essere sfiorato. Questo perché alla gara si sono presentati Tim e Open Fiber in veste di concorrenti e come tali non possono prefigurare un accordo sostanziale che porti a un’integrazione.

Si aggiunga che le relazioni Cdp-Tim configurano rapporti intrecciati di parti correlate perché oltre alla alle interessenze di Cdp nelle due società, c’è anche la presenza del presidente di Via Goito, Giovanni Gorno Tempini, nel board di Tim.

In Borsa le azioni Telecom Italia (Tim) si confermano deboli dopo i realizzi della vigilia, sulle aspettative di un passo indietro di Kkr.

Inoltre gli analisti di Barclays, rivedendo le valutazioni sul settore alla luce del deterioramento dello scenario macro, hanno tagliato drasticamente il target price su Tim da 23 a 13 euro.

Alle ore 9,32 il titolo segna -1,59% a 0,3282 euro, con il Ftse Mib pico sopra la parità.

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