Ven 23 Aprile 2021 — 07:57

Sindacati Mps all’attacco su dossier Unicredit



Lettera congiunta dei segretari generali dopo le indiscrezioni su una possibile fusione con la regia del Tesoro

mps cause legali

Sindacati Mps all’attacco sul dossier Unicredit, con una lettera congiunta dei segretari generali dopo le indiscrezioni su una possibile fusione sotto la regia del Tesoro.

Un’eventualità quest’ultima che nelle ultime ore prenderebbe sempre meno corpo, viste anche le perplessità dell’istituto milanese guidato da Jean Pierre Mustier. Ma i continui rumors hanno spinto i sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin) a prendere una posizione comune.

Mps, il comunicato dei sindacati

Di seguito il comunicato congiunto, diffuso oggi dai sindacati alla vigilia del cda Mps sui conti, che potrebbe fra l’altro tornare a discutere di accantonamenti e aumento di capitale.

“Le insistite indiscrezioni di stampa, ancorché non smentite, circa una complessa operazione che prevederebbe, da un lato, lo scorporo di Unicredit Europa da Unicredit Italia e la conseguente acquisizione da parte di quest’ultima di Monte dei Paschi di Siena sollevano dubbi e preoccupazioni nelle lavoratrici, nei lavoratori e nelle Organizzazioni Sindacali di settore”, si legge nel comunicato.

“In primo luogo, l’ipotesi di scorporare Unicredit Europa, prevedendo una quotazione in Borsa a Francoforte ed una fusione con un Gruppo bancario europeo, equivarrebbe ad un oggettivo indebolimento del sistema bancario italiano”.

“In secondo luogo, l’acquisizione di Monte dei Paschi, stando a quanto supposto da vari organi di stampa, comporterebbe un pesante prezzo in termini occupazionali, che graverebbe soprattutto sulla attuale Direzione del Monte a Siena”.

Un taglio dell’occupazione che, “fra le altre cose, si ipotizza quale principale condizione preliminare affinché Unicredit Italia possa poi procedere all’incorporazione del Monte”.

Fabi, First Cisl, Fisac, Uilca e Unisin

I Segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac, Uilca e Unisin, Lando Maria Sileoni – Riccardo Colombani, Nino Baseotto, Massimo Masi ed Emilio Contrasto – “considerano inaccettabile una simile eventualità: sia dal punto di vista sociale, sia perché sarebbe gravemente compromesso l’obiettivo di rilancio del Monte dei Paschi, sia – infine – per il ruolo sbagliato e rinunciatario che svolgerebbe nella vicenda lo Stato Italiano che attualmente detiene il 68,25% del capitale dell’Istituto senese e che resterebbe con un solo 5% a fronte del fatto che dovrebbe provvedere alla preventiva ricapitalizzazione del Monte dei Paschi”.

Le organizzazioni sindacali “ribadiscono il proprio impegno e la propria determinazione ad operare per un reale rilancio del Monte dei Paschi, attraverso una presenza pubblica che sappia esserne motrice, con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio di professionalità e competenze presenti nella più antica Banca italiana, a partire dal mantenimento del nome e della presenza a Siena e sul territorio nazionale. Non possono essere le lavoratrici e i lavoratori del Monte dei Paschi a pagare per gli errori gravissimi che negli anni sono stati compiuti dal management che si è via via succeduto”.

Intanto oggi in Borsa alle ore 11,22 le azioni Mps segnano +0,82% a 1,102 euro.

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