Dom 17 Febbraio 2019 — 15:47

Risparmio gestito, trimestre di deflussi



Tengono i fondi, male le gestioni di portafoglio. Fra i singoli gestori raccolta negativa per Generali, Anima e Azimut; bene Intesa Sanpaolo, Poste, Ubi e Mediolanum

Nel secondo trimestre del 2018 l’industria del risparmio gestito ha riportato deflussi per circa 5 miliardi di euro. Lo indicano i dati diffusi da Assogestioni.

Il dato si confronta con i +14,7 miliardi nei primi tre mesi dell’anno e +29 miliardi del secondo trimestre 2017.

Dall’inizio del 2018 la raccolta netta si attesta a +9,8 miliardi. Il patrimonio gestito a fine giugno è sceso a 2.067 miliardi dai 2084 miliardi di fine marzo.

I fondi aperti hanno registrato sottoscrizioni nette per 1,1 mld, trainando le gestioni collettive a un saldo di raccolta positivo per +884 milioni (in frenata da +9,7 miliardi del primo quarto dell’anno). Il saldo delle gestioni di portafoglio è invece in flessione di 5,8 mld dopo +5 mld.

Guardando alla tipologia dei fondi, continua la fuga dagli obbligazionari con -8,7 miliardi, dopo i -4,9 miliardi dei primi tre mesi.
Nel trimestre i risparmiatori italiani hanno orientato le proprie preferenze sui prodotti monetari (+3,5mld), sui bilanciati (+3,1mld) e sui flessibili (+2,9mld). Positivi anche i fondi azionari con +184 milioni.

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Sono 33 i gruppi che promuovono fondi aperti Pir compliant. E questi prodotti, segnala Assogestioni, nel secondo trimestre hanno registrato una raccolta netta di 1,3 miliardi di euro (+3,3 mld da inizio anno).

Quanto ai singoli maggiori gestori, Generali ha segnato una raccolta netta negativa per 723,7 milioni; Intesa Sanpaolo ha visto invece un saldo netto dei flussi di 294,6 milioni (Eurizon +319 mln e Fideuram -24,4 mln); Amundi Group registra sottoscrizioni nette per 875,5 milioni; Anima Holding vede una raccolta negativa pari a -822 milioni; Poste segnano una raccolta netta di +5,5 miliardi.

Fra gli altri, bene il gruppo Ubi Banca, numero sette del risparmio gestito, con una raccolta netta di +471,7 milioni e Mediolanum +253,1 milioni, mentre Azimut segna -432,3 milioni.

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