Finanzareport.it | Risanamento, divergenze tra i soci Intesa Sanpaolo e Unicredit - Finanza Report

Lun 20 Maggio 2024 — 23:58

Risanamento, divergenze tra i soci Intesa Sanpaolo e Unicredit



La Ca’ De Sass avrebbe proposto un’operazione da 400 milioni, ma non c’è unità di vedute

Intesa unicredit

Dentro Risanamento spa va in scena il “derby” tra le due big bancarie Intesa Sanpaolo e Unicredit, che sono anche i principali azionisti e creditori della società immobiliare.

A dividere i due principali soci, secondo rumors di stampa è un investimento proposto da Intesa Sanpaolo nell’ordine di 400 milioni. Nella partita è coinvolto anche il Banco Bpm, che sarebbe schierato dalla parte della Ca’ De Sass.

Risanamento è dal 2009 di proprietà delle banche. Intesa ha il 48,9% e
consolida, Unicredit ha il 22,2%. Intesa è anche il principale creditore per circa 300 milioni.

Ora, secondo quanto scrive oggi il quotidiano Il Messaggero, la banca guidata da Carlo Messina vuole promuovere una nuova fase di sviluppo attraverso un’operazione societaria e finanziaria che coinvolge Lendlease, ma Unicredit nin sarebbe d’accordo. Qualche giorno fa, nel corso di una riunione da remoto, la banca guidata da Andrea Orcel avrebbe posto paletti riguardo la bonifica dell’area e gli sviluppi verticali delle attività con effetti sulla waterfall, cioè la “cascata” delle priorità dei rimborsi fra equity e crediti.

Il gigante australiano Lendlease, ricorda il giornale, è di casa nel gruppo immobiliare milanese, avendo finalizzato, a ottobre 2019, l’acquisizione del complesso immobiliare a Milano Santa Giulia, sede del quartier generale di Sky in Italia, da SC3, società controllata tramite Milano Santa Giulia spa e Risanamento spa, in un’operazione avvenuta attraverso un fondo di investimento immobiliare quotato a Singapore e gestito da una newco interamente facente capo al gruppo Lendlease.

Il nuovo piano promosso da Intesa punta a trasferire, attraverso un altro fondo gestito da Lendlease, un’area di Risanamento, adiacente a Santa Giulia per procedere a una sua valorizzazione
a tutto campo. Per varare questo progetto sarebbero necessari almeno 400 milioni di nuova finanza di cui Intesa sarebbe disposta a coprire circa 2/3 mentre la parte residua l’ha propo-
sta a Unicredit e Banco Bpm, le
altre due banche esposte verso Risanamento: la prima con 70 milioni, la seconda con un centinaio. Bpm secondo la ricostruzione di stampa sarebbe in sintonia con Intesa.

Il progetto è complesso e per trasferire l’area nel nuovo fondo, sarebbero necessari i waiver delle altre banche rispetto al contratto di finanziamento di due anni fa. La complessità consiste anche nelle valutazioni dell’area da collocare nel fondo in funzione della sostenibilità del maxifinanziamento. Per sbloccare l’impasse potrebbero scendere in campo i top manager delle due banche.

In Borsa alle ore 10,16 le azioni Risanamento segnano +0,97% a 0,1246 euro.

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