Lun 30 Gennaio 2023 — 08:54

Rete Tim, prende quota ipotesi di una società veicolo Cdp fondi



Parole incoraggianti dal ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, che ringrazia l’esecutivo “per aver creato le condizioni e un clima sereno e costruttivo che accompagna il lavoro dei tavoli tra governo e azionisti di maggioranza”

telecom tim

In un’immancabile ridda di indiscrezioni, proseguono senza sosta gli incontri del tavolo tecnico organizzato dal governo con i principali soci di Telecom sul futuro della rete Tim.

Dopo la riunione di ieri, che ha visto la partecipazione di Vivendi e Cdp con i rispettivi advisor, ne è stata programmata un’altra il prossimo 29 dicembre, che dovrebbe svolgersi in videoconferenza. Obiettivo è trovare quanto meno una convergenza sulla rete nazionale entro la fine dell’anno.

Fra le ipotesi in campo, secondo rumors di stampa, quella di creare un veicolo, partecipato da Cdp e da uno o più fondi, che acquisti la rete Tim. Uno scenario che rappresenterebbe in sostanza un’evoluzione del memorandum siglato l’estate scorsa da Tim, Open Fiber, Cdp e Kkr.

Ieri al ministero delle Imprese e del Made in Italy erano presenti il capo di gabinetto Federico Eichberg, Francesco Soro (Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali), Carla Colelli (capo dell’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio), Angelo Borrelli (Dipartimento per la Trasformazione Digitale) oltre a un esponente del Mef e al capo di gabinetto della Presidenza del Consiglio Gaetano Caputi. Per Cdp era presente invece l’amministratore delegato di Cdp Equity Francesco Mele assieme all’advisor Credit Suisse, mentre per Vivendi c’erano Alessandro Daffina di Rothschild, advisor del gruppo francese, assieme a Carmen Zizza, advisor per i rapporti con il governo, e ai consulenti Irving Bellotti e Daniele Ruvinetti.

La soluzione a cui si lavora, secondo quanto scrive oggi MF-Milano Finanza, è già stata indicata dall’ad Pietro Labriola e passa dalla separazione della rete (anche i cavi internazionali di Sparkle sono stati oggetto di particolare attenzione dell’esecutivo) con circa 23.000 unità che dovrebbero spostarsi insieme a Netco.

Rispetto al MoU dell’estate, che prevedeva l’acquisto di Netco da parte di Open Fiber, ora viene valutata la possibilità di creare un veicolo alternativo, partecipato da Cdp e da uno o più fondi, sul modello di Aspi, che acquisti la rete da Tim. Una volta fatta uscire l’infrastruttura dal perimetro della società e portata sotto il controllo della Cassa, la successiva alleanza/fusione con Open Fiber sarebbe solo una questione formale, secondo la ricostruzione di stampa.

Resta lo scoglio della valutazione della rete Tim, “ma la speranza di molti dei soggetti che stanno partecipando agli incontri è che avere i rappresentanti di Vivendi seduti al tavolo renda più facile trovare una quadra”.

La prudenza è d’obbligo. “Se però venisse confermata l’impostazione e si trovasse un accordo sulla valutazione di Netco – prosegue l’analisi -, Tim si ritroverebbe con molto meno debito, meno personale (con ulteriori possibilità di snellimento), con un asset come il Brasile in costante crescita e con tutto il potenziale del business Enterprise da sfruttare”.

Intanto proprio oggi, a mercati chiusi, sono arrivate le parole incoraggianti di Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi, “grato a questo Governo ed in particolar modo al Mimit e al Ministro Urso, e agli altri dicasteri competenti, per aver creato le condizioni e un clima sereno e costruttivo che accompagna il lavoro dei tavoli tra Governo e Azionisti di maggioranza di Tim, con l’obbiettivo di trovare una soluzione condivisa che risponda agli obiettivi di Governo e che soddisfi tutti gli stakeholders nell’interesse del Paese”. Il manager nella sua dichiarazione aggiunge che “ritiene che questo clima sia propedeutico per considerare altri investimenti in Italia che possano suggellare la partnership tra Italia e Francia”.

Fra le varie indiscrezioni di stampa, non manca un retroscena politico. A riportarlo è il quotidiano La Repubblica, secondo cui il terzo tavolo tecnico sul futuro di Tim “si è chiuso con un nuovo nulla di fatto”. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, promotore insieme ai francesi di Vivendi di questi incontri, ha promesso una soluzione entro fine anno, ricorda il giornale, “ma pare un obbiettivo assai difficile da raggiungere, anche perché si percepisce una certa freddezza da parte del Mef, il cui titolare Giancarlo Giorgetti non ha mai partecipato a queste riunioni”.

Giorgetti avrebbe anche sconsigliato Dario Scannapieco, ad di Cassa Depositi e Prestiti, di partecipare al tavolo, fornendo un ulteriore segnale di distanza dalle iniziative del Mimit (il ministero per il Made in Italy). In particolare al Tesoro non piacerebbe “l’ansia da nazionalizzazioni che pervade il dicastero di Urso, già mostrata senza alcun esito nella partita Isab di Priolo, e ora sbandierata anche per Tim”.

In Borsa le azioni Telecom Italia hanno chiuso oggi in deciso rialzo nonostante l’andamento generale piatto: il titolo segna un +2,39% finale a 0,2185 euro.

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