Ven 18 Giugno 2021 — 11:26

Profumo (Leonardo) e Mattarella (Mcc) auspicano terzo polo bancario



I due manager si schierano a difesa della concorrenza nel settore. Per il numero uno di Mediocredito Centrale servono inoltre le banche di prossimità

banche profumo leonardo

Alessandro Profumo (Leonardo) e Bernardo Mattarella (Mcc) si schierano a difesa della concorrenza nel settore bancario e a favore quindi di un terzo gruppo (o polo) bancario oltre alle due big nazionali (Unicredit e Intesa Sanpaolo).

Per l’ex banchiere Profumo, oggi alla guida di Leonardo, “in Italia ci vuole almeno una terza grande banca. E’ assolutamente importante creare un terzo grande gruppo”. Profumo è intervenuto in occasione del Forum in Masseria, organizzato da Bruno Vespa a Manduria, in Salento. “Lo dico da cliente – ha spiegato il manager – per noi avere solo due grandi gruppi, essendo una grande impresa italiana, è un problema. Quando è partita la vicenda del Covid, noi abbiamo chiesto due miliardi di linea di credito aggiuntivi per tutelarci. E avere a che fare solo con due grandi banche è stato abbastanza complicato”. Questo secondo Profumo “perché se uno dei due si tira indietro rimaniamo per strada”, ha sottolineato.

leonardo profumo

Alessandro Profumo

Profumo ha infine evidenziato che senza la creazione di un mercato del debito sono possibili problemi di accesso al credito consistenti. “Oggi ci sono delle regole Ue che rendono estremamente difficile erogare del credito non garantito. E questo è un grande problema. Continuiamo a parlare di creare un mercato azionario mentre dobbiamo creare un mercato del debito perché dobbiamo dare accesso alle piccole aziende a un credito che non sia bancario. Di questo ne sono molto convinto altrimenti continueremo ad avere dei problemi di accesso al credito abbastanza consistenti”.

Secondo Bernardo Mattarella, amministratore delegato del Mediocredito Centrale (Mcc), in Italia “2-3 gruppi servono, non molti di più. Ma almeno un altro serve”.

Inoltre, “ci vogliono anche le banche di prossimità“. Con la pandemia, ha proseguito, “moltissime aziende sono sopravvissute e questa è la cosa importante”.

Popolare bari Mattarella

Bernardo Mattarella

Tuttavia, da uno studio fatto ad aprile con Svimez, analizzando circa 280.000 medie imprese più grandi in tutta Italia, è emerso che “la categoria delle imprese “zombie” senza l’intervento dello Stato con l’immissione di liquidità sarebbero triplicate, da circa 28.000 a 85.000. Quindi 28.000 erano perdibili ed era abbastanza fisiologico perché non possono sopravvivere tutti ma rischiavamo di perdere altre 54-55.000 aziende e questa è una cosa grave”.

In futuro il numero di aziende che si salverà “dipende dalla prontezza e dalla rapidità che avranno di cambiare ed usufruire dell’indotto creato dai nuovi investimenti. Abbiamo moltissima disponiblità per cambiare il Paese e dobbiamo fare sì che questa arrivi dove è necessario, cioè le imprese. Non a caso – ha aggiunto Mattarella – si è cominciato dalla riforma della della giustizia e della pubblica amministrazione che serve per far funzionare meglio il Paese e scaricare a terra le risorse”.

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