Mer 30 Settembre 2020 — 16:58

Poste, scoppia il caso delle raccomandate “lumaca”



Multa dell’antitrust per ritardi che procurano anche “gravi danni al sistema giustizia del Paese” e la “prescrizione di numerosi reati”. Il gruppo dei recapiti replica: “Inaccettabile”

poste raccomandate

Poste Italiane sotto i riflettori (titolo debole a Piazza Affari, ma sopra i minimi di giornata) dopo la multa inflitta dall’antitrust, al quale il gruppo dei recapiti ha risposto con insolita durezza. Poste ha ricevuto una sanzione da 5 milioni in relazione al suo servizio di raccomandate, cui vengono fra l’altro contestati ritardi che procurano “gravi danni al sistema giustizia del Paese” e la “prescrizione di numerosi reati”.

Poste, raccomandate nel mirino dell’antitrust

L’antitrust ha irrogato a Poste Italiane una sanzione di 5 milioni di euro, il massimo consentito dalla legge anche se non deterrente in rapporto al fatturato del gruppo pari nel 2019 a 3,492 miliardi di euro, “per aver adottato una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo, consistente nella promozione, risultata ingannevole, di caratteristiche del servizio di recapito delle raccomandate e del servizio di Ritiro Digitale delle raccomandate”.

Per il Garante il comportamento di Poste provoca danni non solo ai consumatori, ma anche al sistema giustizia del Paese. La mancata consegna delle raccomandate da parte di Poste italiane provoca “gravi danni al sistema giustizia del Paese per i ritardi dovuti ad errate notifiche nell’espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati”.

Notevolissimi danni

L’Autorità ricorda di aver più volte sollevato la questione nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia.

Data l’estrema gravità e frequenza della pratica ed i notevolissimi danni arrecati ai consumatori, commenta l’antritrust la sanzione è stata irrogata nella misura massima.

poste del fante

Matteo Del Fante

Tuttavia, la medesima non risulta deterrente in rapporto al fatturato specifico generato da Poste Italiane nel solo anno 2019 pari a 3,492 miliardi di euro. Al riguardo, non è stata ancora recepita nell’ordinamento nazionale la Direttiva Europea 2019/2161 che fissa il massimo edittale della sanzione irrogabile al 4% del fatturato annuo.

La replica di Poste

Dopo qualche ora è arrivata la replica di Poste Italiane, con una nota in cui il gruppo definisce “inaccettabili i contenuti del comunicato” dell’antitrust, e “sconcertante” il riferimento ai gravi danni al sistema Giustizia del Paese.

Poste italiane preannuncia che “tutelerà, con fiducia nel sistema giudiziario italiano, la propria immagine e reputazione, i propri diritti e la correttezza delle proprie condotte” con un ricorso al Tar.

Quanto alle raccomandate, spiega il gruppo guidato da Matteo Del Fante, nel 2019 “sono stati consegnati oltre 120 milioni di pezzi, ricevendo, nel medesimo periodo, meno di 1.000 reclami relativi agli avvisi di giacenza, pari allo 0,00008% del totale delle raccomandate regolarmente gestite”.

Poste, su raccomandate consumatori chiedono ristoro

Intanto le associazioni dei consumatori affilano le armi. Il Codacons chiede “un incontro urgente” ai vertici delle Poste per “studiare forme di indennizzo in favore degli utenti danneggiati”.

“Sono state accolte le tante denunce sulle anomalie nella consegna delle raccomandate segnalate in tutta Italia dagli utenti”, afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Una pratica scorretta quella di Poste che ha prodotto un palese danno materiale ad una moltitudine di soggetti, che – sostiene – ora devono essere risarciti”.

Per il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, “è una vittoria parziale. Da sempre chiediamo di togliere il tetto alle multe di tutte le Authority e di prevedere che le sanzioni siano sempre, per legge, superiori all’illecito guadagno, altrimenti non potranno mai avere alcun effetto deterrente”.

In Borsa le azioni Poste Italiane trattano poco mosse: alle ore 15,05 il titolo segna -0,03% a 7,968 euro contro il +1,2% del Ftse Mib.

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