Ven 27 Maggio 2022 — 13:41

Popolare Sondrio, un consulente per il risiko. Pubblicati risultati recesso



L’istituto valtellinese avrebbe arruolato Wepartner, società fondata dal professor Angelo Provasoli e guidata da Guido Rivolta (ex ceo di Cdp Equity), per valutare le opzioni strategiche

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La Banca Popolare di Sondrio è pronta per valutare le opzioni strategiche che il nuovo status di società per azioni potrebbe aprire. E proprio in tema di risiko e possibili fusioni, secondo rumors di stampa, l’istituto valtellinese si sarebbe fatto affiancare da Wepartner, società di consulenza fondata dal professor Angelo Provasoli e guidata da Guido Rivolta (ex ceo di Cdp Equity). E’ quanto riporta oggi il quotidiano MF-Milano Finanza.

In questi primi mesi del nuovo anno l’obiettivo di Bps è quindi da un lato quello di rodare la nuova forma di governance e dall’altro quello di esplorare le opportunità offerte dal mercato in una fase di profonda trasformazione come quella attuale, scrive il giornale.

Il vertice della Popolare Sondrio ha recentemente ribadito di avere a cuore l’identità e l’autonomia del gruppo, strategia che dovrebbe essere confermata. Tuttavia come molte ex popolari l’istituto è oggi una public company ad azionariato diffuso.

Quanto ai soci, Unipol dall’anno scorso è il principale azionista di Bp Sondrio al 9%, alimentando le speculazioni su una potenziale fusione con Bper, di cui il gruppo assicurativo bolognese è il socio forte. Bper è oggi impegnata nella due diligence su Carige nell’ottica di creare un terzo polo bancario.

Presente anche Dimensional Fund, la stessa BlackRock, Norges Bank e Crédit Agricole Asset Management, nonché una pattuglia di intermediari italiani fra cui Intesa Sanpaolo, Generali e Banca Sella.

Intanto secondo quanto comunicato in mattinata ammontano a solo 17 i soci della Popolare Sondrio che hanno esercitato il diritto di recesso dopo l’iscrizione presso il registro delle imprese della delibera assembleare. Si tratta di 12.676 azioni che rappresentano lo 0,0028% del capitale sociale. Il valore di liquidazione delle azioni per le quali è stato esercitato il diritto di recesso è pari a 3,7548 euro per ciascuna azione. L’esborso è quindi di circa 47.500 euro.

Nei prossimi giorni le azioni oggetto di tale scelta saranno, come previsto dalla normativa, offerte in opzione ai possessori di azioni Banca Popolare di Sondrio che non hanno esercitato il diritto di recesso, decidendo così di rimanere nell’azionariato.

Il Consigliere Delegato di Banca Popolare di Sondrio, Mario Alberto Pedranzini, ha così commentato: “Una storia di crescita, valori, cultura, una storia che continua. Perché la forma giuridica è importante, ma ciò che più conta è tenere fede al proprio ruolo di banca della comunità, una comunità che si apre al mondo: quindi capace di innovarsi, guardando al futuro con lungimirante curiosità per rispondere alle aspettative di tutti gli stakeholder”.

Questo primo passaggio post trasformazione in Spa va nella direzione auspicata dai vertici aziendali a valle dell’assemblea di trasformazione quando, in particolare, il Presidente Venosta aveva dichiarato che “eravamo una banca popolare e speriamo che i valori che ci hanno ispirati vengano mantenuti. Sono convinto che molti soci che hanno sostenuto la banca continueranno a sostenere i suoi valori etici ed economici perché qualunque cosa accada in futuro siamo convinti che in questa banca vi sono valori da preservare”.

In Borsa alle ore 9,37 le azioni della B. Pop. Sondrio segnano -1,38% a 3,718 euro, in linea con la giornata di vendite per Piazza Affari e la volatilità generale.

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