Ven 24 Maggio 2019 — 10:09

Popolare di Bari: ora punta su una fusione e maxi causa a Ue per caso Tercas



E’ quanto emerge dalle ultime indiscrezioni di stampa dopo che tre mesi di sondaggi non sono bastati ad attirare nuovi investitori istituzionali, mentre sarebbe in stand-by l’accordo per cedere 2,5 miliardi di crediti deteriorati

banca popolare bari

La Banca Popolare di Bari punta tutto su una fusione e sua una maxi causa alla Ue per il caso Tercas che potrebbe valere 1 miliardo. E’ quanto emerge dalle ultime indiscrezioni di stampa dopo che tre mesi di sondaggi non sono bastati ad attirare nuovi investitori istituzionali, mentre sarebbe in stand-by l’accordo per cedere 2,5 miliardi di crediti deteriorati.

In particolare, secondo una ricostruzione pubblicata oggi dal quotidiano La Repubblica, il nuovo piano dell’ad Vincenzo De Bustis punta a una fusione favorita da una norma ad hoc sui benefici fiscali e su una richiesta danni a Bruxelles che potrebbe appunto sfiorare il miliardo.

Un modo, scrive il giornale, per compensare la mancata acquisizione di Tercas, il cui risanamento a cura del Fondo tutela depositi nel 2015 fu ostacolato dall’antitrust Ue mentre la Corte di giustizia ha stabilito recentemente che l’intervento non era aiuto di Stato.

L’8 maggio è in calendario il cda sul bilancio 2018, previsto in perdita, mentre l’assemblea è stata convocata il 29 e 30 giugno, le ultime date utili. Infatti, sempre secondo Repubblica, i vertici della Popolare di Bari, affiancati da una schiera di advisor fra cui Rothschild, lo studio legale Rcc, lo studio notarile Marchetti, Gualtieri & associati, cercano di raggiungere in vista della riunione dei soci almeno tre obiettivi concreti.

Il primo obiettivo in ordine di tempo potrebbe essere l’emendamento, da inserire nei decreto Brexit o in quello Crescita, per contare i crediti fiscali come patrimonio in caso di fusione. In particolare per Bari che ha 327 milioni di Dta (deferred tax asset) una fusione accrescerebbe del 4,3% il patrimonio. Vengono citati contatti con le popolari di Puglia e Basilicata e del Lazio.

Il secondo obiettivo è la causa per danni poiché dal veto Ue su Tercas, sostituito da due ricapitalizzazioni, sarebbe scaturita la spirale di fuga dei depositi, raccolta più cara, illiquidità delle azioni, reclami e inchieste giudiziarie.

Il terzo obiettivo infine è l’uscita di tutti i crediti deteriorati per cui sono stati avviati contatti soprattutto con DoBank e la Sga del Tesoro.

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