Mer 20 Novembre 2019 — 06:18

Npl, Banca Ifis vede transazioni per 46 miliardi nel 2019



Volumi al traino soprattutto delle operazioni su inadempienze probabili (Utp) stimate quest’anno fino a 29 miliardi

banca ifis credito fondiario

Le transazioni sul mercato italiano degli Npl dovrebbero raggiungere quest’anno i 46 miliardi di euro, al traino soprattutto delle operazioni su inadempienze probabili (Utp, fino a 29 miliardi) e di quelle sul mercato secondario. La stima è contenuta nell’ultimo Market Watch Npl di Banca Ifis ed è stata diffusa oggi nel corso dell’ottava edizione dell’Npl Meeting organizzato dall’istituto a Venezia.

Banca Ifis: in Italia 330 miliardi di Npl da gestire

Tra il 2015 e l’agosto 2019 le cessioni hanno raggiunto i 177 miliardi, spiega il report di Banca Ifis, che tuttavia sottolinea come i recuperi vadano a rilento, attestandosi a circa il 3% annuo. “Il recupero resta il tema principale – ha confermato l’ad Luciano Colombini -: nei bilanci delle banche rimangono circa 164 miliardi di crediti non performanti, 177 miliardi sono stati ceduti ma solamente 11 miliardi sono stati recuperati al 2019. Ci sono quindi da gestire 330 miliardi di crediti deteriorati”.

L’Italia, nel confronto europeo, totalizza la riduzione più significativa in termini di Npe ratio, cioè di esposizione deteriorate sul totale dei crediti: -51% dal 2015 a oggi, -8% rispetto fine 2018. Il livello di Npl è tornato ai livelli pre-crisi ma il passaggio da Utp a Npl resta elevato.

Due terzi delle sofferenze arrivano dalle banche

Dal 2015 a oggi circa il 66% delle transazioni Npl sono state originate da dieci istituti di credito. I primi cinque buyer per volumi sono in ordine: Quaestio, Banca Ifis, Fortress, Lindorf-Intrum-Carval Investors, Fonspa. Circa il 50% delle transazioni sono Npl secured.

Il settore, viene spiegato, vede schierati 50 investitori attivi (di cui solo il 20% italiani), 49 servicer e 984 agenzie di recupero crediti per un’occupazione che supera i 13.300 addetti diretti, senza considerare l’indotto di studi legali e consulenti esterni, per un giro d’affari complessivo di circa 2,1 miliardi di ricavi.

Prezzi stabili

Nel 2019 i prezzi dei crediti secured sono stati stabili al 33%. I prezzi medi degli unsecured sono invece aumentati dal 6% al 9% ma è migliorata anche la qualità dei portafogli. La profittabilità del settore è quindi attesa elevata nel medio termine.

“Sul fronte degli investitori – ha spiegato Colombini – , i crediti non performing continueranno a offrire nel medio termine ritorni interessanti. Il prezzo dei crediti in sofferenza è atteso stabile o in moderato aumento per specifiche asset class e la qualità dei nuovi crediti in sofferenza è prevista in miglioramento in termini di minore anzianità e migliore documentazione. Inoltre con lo sviluppo delle cartolarizzazioni, con e senza Gacs, sarà possibile investire con profili di rischio diversi (equity, mezzanino, senior).

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