Ven 31 Marzo 2023 — 15:05

Nomine Tesoro: nuovi rumors su Eni, Enel, Terna, Poste, Leonardo



In vista del deposito delle liste il confronto si fa serrato in particolare tra l’ala del governo che fa capo a Matteo Salvini e quella che risponde alla premier Giorgia Meloni

nomine partecipate mef

Le nomine del Tesoro nelle partecipate restano sotto i riflettori del mercato, soprattutto per quanto riguarda le società quotate come Eni, Enel, Terna, Poste, Leonardo.

In vista del deposito delle liste il confronto si fa serrato in particolare tra l’ala del governo che fa capo a Matteo Salvini e quella che risponde alla premier Giorgia Meloni.

Al lavoro sui dossier ci sono gli advisor, tre società di cacciatori di teste incaricate di trovare i profili migliori, ma la scelta finale non dovrà essere basata solo sulle indicazioni dei selezionatori, secondo quanto ricostruisce oggi il quotidiano La Repubblica, mentre la politica dovrà prendersi la responsabilità di scegliere.

Gli ultimi rumors sulle nomine del Tesoro insistono sulla riconferma di Claudio Descalzi alla guida dell’Eni, così come sull’addio di Francesco Starace all’Enel, per cui si era parlato di un ritorno di Paolo Scaroni. Al suo posto secondo le indiscrezioni riportate oggi dal giornale potrebbe anche andare Stefano Donnarumma, oggi ad di Terna, molto stimato dalla presidente del Consiglio. E proprio a Terna andrebbe Giuseppe Lasco, attualmente in Poste e gradito al segretario leghista, l’unico ruolo operativo di livello che sarebbe garantito al numero uno del Carroccio.

A guidare Poste, scrive sempre Repubblica, verrebbe invece confermato l’attuale amministratore delegato Matteo Del Fante.

Ancora caldo il dossier nomine a Leonardo, dove Alessandro Profumo è in uscita. Il nome in pole sarebbe
quello di Lorenzo Mariani , managing director della filiale italiana di Mbda, il consorzio europeo costruttore di missili e tecnologie militare. È un profilo che piace al ministro della Difesa Guido Crosetto. L’altra opzione è che Meloni recuperi Roberto Cingolani, già ministro con Mario Draghi, rimasto a consigliare la leader. A Sport e Salute, invece, alla Lega (ma anche a pezzi di FdI e FI) non dispiacerebbe confermare Vito Cozzoli, forte dei numeri del mandato in scadenza. Ma il ministro dello Sport, Andrea Abodi, pensa a Giuseppe De Mita.

Un capitolo a parte vale invece per Carlo Fuortes. Spostarlo significherebbe liberare l’ambita casella della Rai. Ma, per convincerlo, la Presidenza di Poste non sembra sufficiente: diverso – ma improbabile – sarebbe con la nomina di ad. Durante l’incontro di ieri viene vagliato anche il profilo di Flavio Cattaneo, vicino al presidente del Senato Ignazio La Russa, non sgradito alla presidente del Consiglio. Secondo Repubblica, però, il favorito resta l’uscente Del Fante.

Per quanto riguarda le società quotate, le nomine del Tesoro dovranno comunque maturare nei prossimi giorni, in tempo per le assemblee fissate in primavera.

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