Finanzareport.it | Nagel (Mediobanca), su quota Generali "nessun dogma" - Finanza Report

Mar 18 Giugno 2024 — 16:32

Nagel (Mediobanca), su quota Generali “nessun dogma”



L’istituto di Piazzetta Cuccia resta “flessibile a tutte le opzioni” e “se ci fosse una grande operazione per cui avremmo bisogno di molto capitale potremmo vendere l’intera partecipazione”

alberto nagel mediobanca

Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca, ha detto che sulla quota in Generali l’istituto di Piazzetta Cuccia resta “flessibile a tutte le opzioni” in quanto non c’è “nessun dogma”.

Il manager lo ha detto gli analisti commentando il piano di Mediobanca al 2026 che punta fra l’altro alla leadership nel wealth management.

In Borsa a metà pomeriggio le azioni Mediobanca si confermano in cima al Ftse Mib con un rialzo di circa il 2%, mentre Generali e la controllata Banca Generali cedono intorno al 2% facendo peraltro un po’ meglio dell’andamento generale, oggi molto negativo.

Per Nagel “è solo positivo rimanere esposti a questo settore e a questo asset, ma ogni 6 mesi abbiamo discussioni interne sull’allocazione del capitale e sulla necessità o meno di prendere capitale dalle partecipazioni per metterlo altrove. Se trovassimo opportunità migliori e più solide industrialmente non avremmo esitazioni a farlo – ha concluso – ma non toccheremo l’esposizione senza investirla in modo più redditizio e solido’.

fascia dimagrante

Nagel ha sottolineato che “se ci fosse una grande operazione per cui avremmo bisogno di molto capitale potremmo vendere l’intera quota”. Infatti “non c’è nessun dogma” e il discrimine è dato dai numeri e dai dati finanziari: “Dipende tutto dalle opportunità”. Mediobanca, quindi, toccherà la quota Generali, anche integralmente, se troverà opzioni migliori per utilizzare quel capitale. “In teoria quello che dice è possibile”, ha replicato Nagel alla domanda se Mediobanca potrebbe vendere l’intero 13% di Generali.

Se Mediobanca effettuerà una grande operazione di M&A, che “sarebbe nel wealth management”, creando così “un gruppo più solido, con più commissioni e maggiore redditività rispetto alle previsioni del piano”, potrebbe abbassare il livello minimo di Cet 1 rispetto all’attuale 13,5%, ha spiegato l’ad di Mediobanca. Ciò lascerebbe comunque “molte opportunità in termini di distribuzione del capitale anche in caso di una grande operazione”, ha aggiungo Nagel, sottolineando che in ogni caso l’istituto darebbe priorità al dividendo rispetto al buyback.

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