Dom 26 Settembre 2021 — 03:24

Nagel (Mediobanca) frena su matrimonio con Unicredit



Conti migliori delle attese. Il numero uno di Piazzetta Cuccia pronto a incontrare Andrea Orcel ma non per disutere una fusione

alberto nagel mediobanca

Per Alberto Nagel, numero uno di Mediobanca, una fusione con Unicredit sarebbe “poco sensata”. Così l’ad di Piazzetta Cuccia nella conference seguita a risultati dei 9 mesi in crescita e migliori delle attese. Il titolo in Borsa ha chiuso positivo in una giornata di forti realizzi per Piazza Affari.

Il tema del consolidamento bancario non poteva certo mancare fra le domande rivolte ad Alberto Nagel, soprattutto dopo l’apertura del nuovo ceo di Unicredit, Andrea Orcel, a possibili fusioni e acquisizioni.

Inoltre nei mesi scorsi Mediobanca era stata indicata dai rumors quale possibile target di Unicredit, aprendo un dibattito fra gli addetti ai lavori sull’opportunità o meno di una simile mossa di M&A.

“In finanza tutte le fantasie sono lecite dal punto di vista industriale credo sia una combinazione che serva poco a entrambi”, ha detto il manager.

“Penso che una combinazione tra una banca d’affari specializzata come siamo noi e una banca universale come Unicredit sia poco sensata e dia poco sia all’uno che all’altro”.

Con Orcel si è sentito, non lo ha ancora incontrato ma confida di farlo a breve. “Sono contento che una persona col suo background possa lavorare per una banca italiana. Bisogna lasciare tempo ad Andrea per entrare nel ruolo di una banca complessa come Unicredit. Sarà facile incontrarci appena avrà superato questo periodo di ambientamento”.

In ogni caso secondo Alberto Nagel i benefici fiscali messi in campo dallo Stato creano “un contesto molto favorevole all’M&A e nei prossimi 12 mesi potremo vedere altre operazioni” fra banche italiane.

Nagel ha poi illustrato i conti di Mediobanca, che ha archiviato i primi nove mesi dell’anno fiscale 2020/2021 con un utile netto di 604 milioni (+9%), di cui 193 milioni nel terzo trimestre (dagli 85 milioni dei tre mesi gennaio-marzo 2020). I ricavi nei nove mesi sono saliti a 1.964 milioni (+3%), trainati dalle commissioni, balzate nei nove mesi al livello record di 571 milioni (+17%), sulla spinta di Corporate & investment banking e Wealth management.

In Borsa le azioni Mediobanca hanno chiuso oggi con un +0,21% a 9,674 euro, fra i pochi titoli in rialzo del Ftse Mib (-1,64%).

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