Finanzareport.it | Mps, l'inchiesta Mediobanca affossa il titolo - Finanza Report

Dom 07 Dicembre 2025 — 20:33

Mps, l’inchiesta Mediobanca affossa il titolo



Dure accuse di concerto ai soci Caltagirone e Delfin, intercettato l’amministratore delegato di Siena Lovaglio

mps

Mps si conferma debole a Piazza Affari in scia all’inchiesta della Procura di Milano sull’acquisizione di Mediobanca. Il titolo in Borsa cede a fine mattinata circa il 2% dopo il -4,5% della vigilia.

Mps Mediobanca, inchiesta punta il dito

Nella nuova inchiesta su Mps la Procura procede per aggiotaggio e ostacolo alle Autorità di vigilanza. Gli indagati sono il ceo Luigi Lovaglio e i soci Caltagirone e Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio oggi guidata da Francesco Milleri. La banca senese e il cda di Delfin hanno affermato con rispettive note di avere agito correttamente e assicurato collaborazione alle indagini.

I pm di Milano Luca Gaglio e Giovanni Polizzi puntano il dito su un concerto dei soci finalizzato ad “acquisire il controllo di Mediobanca in funzione di ottenere il controllo di Generali”, di cui Mediobanca è il primo socio con il 13%, ma schivando un’onerosa opa obbligatoria in contanti sull’intero capitale di Mediobanca in caso di superamento insieme del 25%. Caltagirone e Delfin sono entrati solo un anno fa nel capitale di Siena, approfittando delle dimissioni di quote da parte del Tesoro, mentre erano già azionisti di Mediobanca, nonché di Generali di cui detengono rispettivamente il 6,8% e 10%.

Inchiesta Mps, concerto Caltagirone Delfin

L’offerta è stata invece lanciata carta contro carta, ragiona la pubblica accusa, fissando il successo dell’operazione Mps Mediobanca alla soglia di adesioni del 35%, pari proprio al non dichiarato blocco in mano a Caltagirone-Delfin e ai loro alleati.

L’inchiesta afferma che tale progetto concertato non è stato dichiarato al mercato ed è stato nascosto ai controllori Consob, Bce e Ivass. Quanto al Mef, viene evocato il collocamento accelerato sul 15% di azioni Mps del 13 novembre 2024, operazione affidata all’intermediario Banca Akros (Gruppo Banco Bpm, che nell’operazione rilevò una quota di Siena). Il Tesoro non è stato indagato poiché la procedura accelerata non può essere ritenuta “gara pubblica” in virtù del decreto ministeriale 2020 che regolava le dismissioni; tuttavia la Procura cita “opacità e anomalie”, mentre ci sarebbero stati “elementi di fraudolenza per integrare il reato di turbativa d’asta”. La dismissione di quote Mps secondo l’accusa appare infatti “costruita in modo tale che risultassero acquirenti i soggetti che avevano condiviso e che avrebbero beneficiato del progetto di controllo di Mediobanca”. Inoltre i magistrati parlano di conflitto di interessi, poiché il governo è azionista ma anche titolare del Golden Power, potere di veto che è stato invece applicato su un’altra operazione, quella di Unicredit su Banco Bpm.

Mps, telefonata Lovaglio Caltagirone

Nell’inchiesta Mps Mediobanca spunta anche un’intercettazione dello scorso 18 aprile in cui l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone e il ceo del Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio si congratulano a vicenda per l’operazione. “Ma lei è il grande comandante? Come sta?”, esordisce Caltagirone. “Molto bene! Abbiamo fatto una bella operazione”, risponde il banchiere. “Bravo! Mi pare fantastico, le faccio i complimenti perché è stato molto…”. «No, no il vero ingegnere è stato lei, io ho eseguito solo l’incarico… Comunque godiamoci questa cosa, ha ingegnato una cosa perfetta, quindi complimenti a lei per l’idea”. L’intercettazione è stata riportata oggi dal Corriere della Sera.

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