Sab 05 Dicembre 2020 — 16:33

Mps: conti in rosso, valuta aumento di capitale



Pesano accantonamenti per rischi legali. I requisiti patrimoniali sono in calo, ma si mantengono per ora al di sopra dei minimi fissati dalla Bce

Mps conti

Mps ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con i conti in perdita di 1,539 miliardi di euro, in peggioramento sia rispetto agli 1,09 miliardi della semestrale 2020 che rispetto all’utile di 187 milioni registrato nello stesso periodo del 2019.

L’istituto, si legge in una nota, ha registrato nel terzo trimestre una perdita di 451 milioni, impattato da oneri non operativi per 569 milioni, principalmente relativi ad accantonamenti per rischi legali e ai costi di ristrutturazione per le uscite di personale.

Come previsto Mps lavora a un aumento di capitale con l’appoggio del Tesoro, azionista sopra il 68%. La banca “con il pieno supporto dell’azionista di controllo, sta lavorando alla revisione del capital plan per le iniziative di rafforzamento patrimoniale in corso di valutazione, alla luce degli accantonamenti per rischi legali contabilizzati nel trimestre, degli impatti del deal con Amco e delle future implicazioni del contesto regolamentare e macroeconomico”, spiega la nota risultati del trimestre e 9 mesi.

I requisiti patrimoniali di Mps sono in calo, ma si mantengono per ora al di sopra dei minimi fissati dalla Bce. È quanto emerge dalla nota sui risultati della banca, che sta sudiando misure di rafforzamento patrimoniale. Il Cet1 ratio al 30 settembre si è attestato a 12,9%, in calo dal 14,7% di fine 2019, ma al di sopra dell’8,8% richiesto dalla Bce mentre il total capital ratio è risultato pari a 16,2% rispetto al 16,7% di fine 2019 e al 13,6% richiesto dalla Vigilanza.

Nei primi nove mesi 2020 il Monte dei Paschi di Siena registra un margine di interesse pari a 978,7 milioni (-16,2% rispetto allo stesso periodo del 2019) e ricavi totali per 2.200 milioni (-9,3%). In flessione anche gli oneri operativi a 1.630,5 milioni (-3,8%) e il risultato operativo netto è negativo per 57,9 milioni.

Da segnalare che l’npl ratio, tenendo conto della scissione di crediti deteriorati che si perfeziona a inizio dicembre cala al 4%, ai minimi del sistema.

Alle ore 16,27 il titolo dopo una breve fiammata di volatilità segna +0,37% a 1,112 euro, in linea con l’andamento della prima parte della seduta.

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