Dom 24 Marzo 2019 — 02:45

Mps, ad Morelli vede la svolta. Fusioni per banche “decisive”



L’ad di Banca Mps parla di inversione di tendenza per la banca salvata due anni fa dal Tesoro e giustifica la decisione di rivedere i target

Mps news Morelli

L’ad di Banca Mps, Marco Morelli, vede una svolta per la banca salvata due anni fa dal Tesoro, che ora ne controlla una quota del 68% ed entro il 2019 dovrà spiegare alla Commissione Ue quali sono i suoi piani per uscirne. Il manager parla di fusioni “decisive” per il settore, e giustifica la mossa di rivedere i target, resa nota assieme ai risultati di bilancio 2018, alla luce dell’attuale contesto macro economico e nonostante il piano concordato con Bruxelles.

Per Morelli, secondo quanto si legge in un’intervista pubblicata stamani dal Sole 24 Ore, “il ritorno all’utile nel 2018 e una chiara inversione di tendenza hanno caratterizzato la prima fase del rilancio di Mps. Molta strada resta ancora da fare ed è evidente che il contesto economico non aiuta le banche. Ma i dati di bilancio dimostrano che il Monte, grazie a tutte le persone che ci lavorano, ha invertito la rotta verso una crescita sostenibile”.

Morelli ha rilasciato l’intervista all’indomani di un acuto in Borsa per le azioni Mps (+7,2%). “Il rilancio completo di Mps . precisa il manager -, come ricordo da inizio 2017, necessita di un percorso lungo. Non va dimenticato che dal 2012 fino a fine 2016, la banca ha perso circa 55 miliardi di impieghi e oltre 30 miliardi di raccolta. Ora, nel 2018, invece la raccolta commerciale si è stabilizzata a 62 miliardi, con un costo della provvista dimezzato rispetto agli anni della crisi. Gli impieghi sono tornati a crescere, con flussi di nuovi mutui in aumento del 68% al retail e del 43% alle piccole e medie imprese”.

Morelli: perché Mps ha rivisto i target

Quanto alla revisione delle stime, l’ad del Monte dei Paschi di Siena spiega: “Il nostro auspicio è che i risultati del 2019 siano migliori rispetto a quelli del 2018. Ma dobbiamo ovviamente considerare che nel frattempo lo scenario di riferimento è molto diverso e quindi le assunzioni economiche che stavano alla base di quelle cifre non sono più attuali. Vale per Mps quello che vale per molte altre banche che a seguito di questa evoluzione del quadro di riferimento e dei mutamenti di scenario del Pil e dello spread, si apprestano a presentare nuovi piani industriali. Tra l’altro, a causa della presenza geografica nazionale e della tipologia di pura banca commerciale, i risultati del Monte sono strettamente correlati all’andamento dell’economia del paese”.

Morelli poi mette l’accento sul “piano di derisking di dimensioni colossali che ha portato, nel 2018, alla cessione di crediti in sofferenza per circa 30 miliardi e alla riduzione dell’Npe ratio lordo dal 35,8 al 16,4% attuale. Quanto ai crediti unlikely-to-pay (Utp), il piano prevedeva una riduzione di 1,5 miliardi nel 2018; siamo andati oltre arrivando a 2,3 miliardi. Nei target 2019 è prevista un’ulteriore riduzione di 2 miliardi e anche in questo caso contiamo di fare meglio”.

Quanto al delicato tema del funding, “non vediamo rischi nell’affrontare il rinnovo delle scadenze per l’anno in corso”. Inoltre, dopo lo stop del 2018, per Mps l’obiettivo è “collocare la parte rimanente del Tier2 appena si presenterà una finestra di mercato a prezzi ragionevoli”.

Intanto in Borsa anche l’esordio odierno è positivo per le azioni Mps. Alle ore 9,03 il titolo sale del del 2,24% a 1,37 euro.

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