Ven 27 Maggio 2022 — 14:53

Moratorie Covid banche, verso una “mini” proroga?



Si profila una prorogafino almeno a giugno, mentre dal mondo delle banche e delle imprese prosegue il pressing sulla politica e le istituzioni europee

moratorie covid

Si profila una proroga delle moratorie Covid fino almeno a giugno, mentre dal mondo delle banche e delle imprese prosegue il pressing sulla politica e le istituzioni europee.

Le ultime indiscrezioni di stampa parlano di una proroga almeno fino a giugno delle garanzie pubbliche sui prestiti concessi alle imprese, che dovrebbe finire nel decreto Milleproroghe oppure nel decreto Sostegni. Il prolungamento delle garanzie, scaduto a fine anno, consentirebbe di superare l’attuale impasse legata alle varianti del virus, al rincari dell’energia e delle materie prime e quindi alla crisi di liquidità che le realtà produttive devono affrontare.

Mercoledì, scrive Il Messaggero, sono previsti una serie di incontri al Mef per mettere a punto il provvedimento anche dopo il pressing dell’Abi (che oggi è tronata all’attacco) e di tutte le associazioni imprenditoriali, da Confindustria alle organizzazioni che rappresentano gli artigiani e le Pmi, che spingono per una soluzione immediata. Una emergenza quella delle moratorie Covid, messa in luce proprio da una lettera indirizzata dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, al ministero dell’Economia e che a Palazzo Chigi considerano assolutamente prioritaria.

L’idea che circola al Tesoro, per ora accantonata ma comunque sempre sul tavolo, sarebbe quella di allungare i termini fino a fine anno, ma in questo caso sarebbe necessario l’ok della Ue perché il meccanismo del Temporary Framework copre fino a giugno.

Il veicolo del Milleproroghe potrebbe rivelarsi poco efficace perché, secondo molti osservatori, non può prevedere una nuova copertura finanziaria necessaria per prorogare le moratorie e le garanzie sui prestiti. Maggiori probabilità sembra avere il nuovo decreto Sostegni a patto però che siano trovate ulteriori risorse rispetto a quelle che saranno necessarie per varare i ristori per i settori più colpiti, come turismo e discoteche. Questa settimana, viene spiegato, sarà decisiva per trovare una soluzione.

Il sindacato bancario Fabi ha evidenziato che sono 311 miliardi gli aiuti pubblici ai prestiti bancari per fronteggiare la pandemia. La ripartizione vede 60 miliardi di moratorie attive, a fronte di 500 mila sospensioni accordate, 3 milioni di richieste di finanziamenti presentate, più di 220 miliardi di prestiti garantiti da Mcc e 31 miliardi erogati da Sace. Una parte delle misure non è più attiva, altre scadranno tra pochi mesi.

L’Abi intanto oggi ha chiesto di sensibilizzare l’Eba e le istituzioni europee per rendere possibile l’eventuale proroga delle moratorie scadute a fine 2021, altrimenti “in assenza di tale intervento normativo europeo la proroga generale rischierebbe di essere controproducente”. In un’audizione alla commissione Affari Costituzionali e Bilancio della Camera sul milleproroghe, il dg Giovanni Sabatini ha spiegato come “la possibilità di prorogare le moratorie, pure importante, è condizionata alla riconferma delle flessibilità inizialmente consentite dall’ Eba in materia di trattamento dei crediti soggetti a misure di »concessioni”, a tal fine sarebbe quindi necessaria una sensibilizzazione delle istituzioni europee anche per quanto riguarda la modifica della soglia oltre la quale misure di concessione comportano la riclassificazione dell’intera posizione del debitore nella categoria crediti deteriorati”.

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