Mer 17 Luglio 2019 — 15:52

Mincione fa shopping, rileva con Conad gli iper Auchan



Operazione stimata in 1 miliardo di euro. Conad diventa il numero uno in Italia della grande distribuzione

mincione carige conad

Conad, in tandem con il finanziere Raffaele Mincione, ha siglato un accordo con Auchan Retail per l’acquisizione della quasi totalità delle sue attività in Italia. Con l’operazione passa a Conad una parte importante dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: iper, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply.

Conad e Mincione: per Auchan maxi acquisizione

Fonti finanziarie citate dalle agenzie attribuiscono all’operazione un valore vicino a 1 miliardo di euro. L’acquisizione sarebbe stata condotta attraverso Bdc Italia, un veicolo partecipato al 51% da Conad e al restante 49% da Mincione, il finanziere romano trapiantato a Londra protagonista l’anno scorso di un importante ma sfortunato investimento in Banca Carige (da cui sarebbe quasi uscito), e in passato azionista di Bpm.

Uno dei fondi della galassia che fa capo a Mincione, Wrm Group, è specializzato infatti nel real estate commerciale, obiettivo del finanziere nella maxi operazione. Mincione in pratica sarà proprietario degli immobili di Auchan Retail Italia, che affitterà a Conad.

Nella transazione Crédit Agricole CIB ha svolto il ruolo di exclusive M&A advisor di Auchan.

Conad diventa colosso, faro antitrust

“Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore, che sta attraversando un periodo di difficoltà ma che ha grandi potenzialità ed è complementare a quella di Conad. Oggi nasce una grande impresa italiana, che porterà valore alle aziende e ai consumatori italiani”, ha commentato Francesco Pugliese, ad di Conad.

Con la rete degli ex supermercati francesi, Conad punta soprattutto ad espandersi al Nord. In ogni caso è destinato a diventare il gruppo leader in Italia nella grande distribuzione, superando le Coop, con una quota di mercato che è vista salire dal 13 al 19% e un fatturato aggregato che, su base pro-forma e facendo riferimento ai dati 2018, si attesta a 17,1 miliardi di euro.

Il closing è atteso nel secondo semestre del 2019 ed è soggetto all’approvazione dell’antitrust, con l’authority chiamata a valutare gli effetti per i consumatori di una concentrazione molto rilevante.

I sindacati intanto chiedono alla Conad garanzie sul futuro dei quasi 20mila addetti interessati dal passaggio. “Non è accettabile – fa sapere la Filcams-Cgil – che questa acquisizione possa determinare esuberi e licenziamenti o anche sensibili peggioramenti delle condizioni attuali di lavoro”.

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