Lun 18 Febbraio 2019 — 02:01

Messina: Intesa Sanpaolo ha già svalutato il subordinato Carige



Il banchiere svela un onere contabile di 54 milioni di euro legato all’esposizione al bond della banca ligure sottoscritto dal Fondo Interbancario. Aumenta l’esposizione ai Btp

Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha già provveduto a svalutare al 100% la propria esposizione al bond subordinato emesso da Carige e sottoscritto dal sistema bancario nazionale tramite lo Schema Volontario del Fondo Interbancario.

In particolare la banca ha provveduto a contabilizzare nei conti del quarto trimestre un onere di 54 milioni (80 milioni a livello pre-tasse) per la svalutazione contabile del prestito da 400 milioni sottoscritto per 320 milioni dall’istituto di credito ligure. Il bond doveva essere rimborsato da Carige tramite i proventi dell’aumento di capitale da pari importo che l’assemblea non ha autorizzato a causa dell’astensione dal voto del socio rilevante Malacalza con la conseguenza di spingere la banca genovese verso il commissariamento da parte della Bce.

A rivelare la decisione di Intesa Sanpaolo è stato l’amministratore delegato Carlo Messina illustrando l’andamento del bilancio 2018 durante la conference call con gli analisti. Il banchiere ha parlato di diversi argomenti, a partire dalla questione delle esposizione ai crediti deteriorati che tanto scalpore ha creato sul mercato dopo la diffusione da parte di Mps della lettera della Bce sugli Srep. In pratica Francoforte ha imposto svalutazioni sugli Npl a tutte le banche europee l’aumento delle coperture necessarie alla svalutazione totale dei crediti deteriorati in termini sia di nuovi flussi che di stock entro un arco temporale bene definito.

In merito alla riduzione delle sofferenze Messina ha spiegato che Intesa Sanpaolo è “in anticipo rispetto ai target stabiliti dal Piano d’Impresa”. “Conto di conseguire già nel 2020 il target stabilito per il 2021. A questo traguardo sto lavorando intensamente, nonostante non ci sia nessuna pressione esercitata dalla Bce che sta facendo il suo lavoro per creare un contesto sano e sicuro. La possibile raccomandazione Bce, legata a un nuovo approccio sugli accantonamenti relativi agli stock, non avrebbe alcun impatto su risultati economici”.

Il banchiere ha quindi garantito che Intesa Sanpaolo supererà “il target di riduzione dei crediti deteriorati lordi contenuti nel Piano” anche perchè le attività di de-risking sono già arrivate al 60% degli obiettivi del business plan mentre “il flusso degli Npl è ai minimi storici, anche grazie alle imprese italiane che sono più solide”. Al punto la banca intende spingere sulla componente commerciale tramite un ampliamento del “book di erogazioni creditizie ai clienti corporate italiani ed esteri”.

Quanto alla questione dei titoli di Stato in portafoglio, da tempo diventato oggetto di critiche da parte delle autorità di vigilanza, Intesa Sanpaolo non sembra voler ridurre la sua esposizione. Anzi. “Per il 2019 prevediamo un rimbalzo significativo degli interessi netti per le componenti finanziarie che hanno a che fare con il portafoglio di Titoli Stato. Abbiamo accresciuto il portafoglio di oltre 10 mld di euro” tra gennaio e febbraio, ha spiegato Messina.

Intanto a Piazza Affari le azioni Intesa Sanpaolo continuano a rimanere in territorio ampiamente positivo anche se lontano dai massimi intraday. Alle 16,15 guadagnano l’1,09% a 1,983 euro.

Fca news 15-02-2019 — 11:19

Fca bocciata da Banca Imi, il 2019 è molto impegnativo

La banca d’affari taglia raccomandazione e target price a causa delle guidance sotto le attese annunciate dai vertici aziendali in occasione della pubblicazione dei conti

continua la lettura