Mar 26 Maggio 2020 — 21:45

Messina (Intesa) al contrattacco dei pattisti di Ubi



“Gli imprenditori azionisti che intervengono nella governance sono un’anomalia”, offerta darà vantaggi “anche in presenza di adesioni al 50% più uno del capitale”

Intesa Sanpaolo carlo messina news

Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, torna a sostenere la validità dell’Ops su Ubi e va al contrattacco dei pattisti del Car che nei giorni scorsi l’avevano nuovamente respinta al mittente, ritenendola non adeguata. Proprio oggi si riunisce a Brescia l’assemblea di Ubi Banca (con il solo rappresentante designato e le altre restrizioni dovute al coronavirus).

Messina (Intesa) al contrattacco dei pattisti

Nell’intervista Carlo Messina spara a zero sui pattisti: “Quando vedo imprenditori che comprano azioni Ubi, le mettono nei patti, pretendono di intervenire pesantemente nella governance, parlano della banca come fosse la loro, sono perplesso perché mi sembra una patologia, certamente un’anomalia: gli imprenditori azionisti che intervengono nella governance non hanno mai fatto il bene delle banche”.

“Io – rimarca il manager – ho una mentalità di mercato e preferisco pensare che sarà il mercato a stabilire ciò che è meglio per Ubi”.

Le banche cambieranno, risiko ripartirà

Messina conferma ancora la validità dell’ops su Ubi Banca, che “è più che mai valida, andiamo avanti con grande determinazione puntando su una maggiore offerta di credito, valorizzazione delle persone e dei territori, tutela occupazionale e interventi per il sociale”.

Per Messina “la gran parte dei vantaggi dell’operazione la otterremo anche in presenza di adesioni al 50% più uno del capitale di Ubi, e in quel caso saremo lieti di avere come azionisti di minoranza gli azionisti che non aderiranno”.

Dividendo Intesa Sanpaolo

Il manager rilancia poi le aspettative sul risiko delle banche (fra l’altro le ultime indiscrezioni vedono al centro Bper, già coinvolta in questa operazione). “Sono sempre più convinto che lo scenario bancario italiano cambierà profondamente quest’anno, e la dimensione sarà ancora più importante”.

Quanto ai dividendi per 3,4 miliardi congelati da Intesa come richiesto dalla Bce, “mi sento di poter dire che se la riduzione del Pil italiano tenderà ad avvicinarsi a zero nella seconda parte dell’anno, con prospettive positive per l’anno prossimo, Intesa Sanpaolo sarà in grado di pagare il dividendo proposto agli azionisti”.

Assemblea Ubi Banca

Tornando alle schermaglie legate all’Ops, intanto oggi Ubi Banca ha riaffermato le “solide bas” stand-alone dell’istituto guida da Victor Massiah.

Alla domanda scritta di un socio che, in occasione dell‘assemblea, chiede se un’aggregazione con Intesa Sanpaolo non aumenterebbe la capacità di resistenza della banca agli effetti del coronavirus, la banca evidenzia alcuni andamenti di Borsa: tra il 10 febbraio, data di presentazione dei risultati 2019, e il 17 febbraio, giorno in cui è stato annunciato il piano industriale, il titolo è salito del 17,3%. “In tale contesto – afferma Ubi -, è pienamente confermata la capacità della Banca di porsi come solido operatore e assolvere quel ruolo che ne ha storicamente contraddistinto l’attività”.

A Piazza Affari oggi alle ore 9,54 le azioni Intesa Sanpaolo segnano -1,95% a 1,4404 euro, Ubi -1,64% a 2,452 euro.

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